Dal belvedere del Gianicolo (ma parlando delle periferie) Roberto Giachetti accetta l’investitura ricevuta da Matteo Renzi. Si candida così alle primarie che il partito democratico farà a marzo, due mesi prima delle elezioni amministrative.

Il vicepresidente della Camera comincia dunque la sua campagna elettorale, dà appuntamento per i dettagli alla prossima settimana, e però sa già di avere davanti a sé un’autostrada.
La minoranza dem vorrebbe infatti trovare un nome da contrapporre al candidato renziano, ma per ora le carte non escono da mazzo. E anzi, si registrano due perdite di peso, in città. Tanto il presidente della Regione Nicola Zingaretti quanto Goffredo Bettini (per anni animatore delle giunte Veltroni e poi “inventore” della candidatura di Ignazio Marino, quando Renzi sostenne Gentiloni) hanno infatti detto che a loro Giachetti va benissimo.

Bettini lo ha detto dicendosi disinteressato alle vicende romane (è europarlamentare, adesso) e pronto a sostenere «le indicazioni del segretario nazionale». Zingaretti è stato invece più esplicito. Per la minoranza dem è una doccia fredda. Zingaretti è una potenza, in città, una delle anime non renziane del partito romano. E però ha detto: «Sosterrò Roberto Giachetti sindaco. Come ha detto Renzi è un candidato credibile che può vincere».

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