Osservate: quando si tratta di punire, l’Italia diventa un paese solido, unito, affamato come un branco di lupi dopo settimane di dieta forzata. La sindrome dell’untore lenisce gli affanni quotidiani e gratifica quell’angolo dello stomaco alla ricerca di qualcuno che sia sempre più colpevole di noi.

I dipendenti pubblici? Fannulloni! I politici? Casta! I calciatori? Strapagati! I giornalisti? Servi! Juventini? Ladri! Tedeschi? Tedeschi! L’Europa? Austeri! Il Sindaco? Città sporca! I clandestini? Clandestini! I rifugiati? Clandestini! I bambini scappati dalle guerre? Clandestini!

E così via in una sequela che si ripete tutti i giorni molto simile a se stessa come se la specie umana (italiota in particolare) abbia coniato nel corso degli anni e dei pregiudizi un mantra al contrario per raggiungere il punto più basso della competenza, della consapevolezza e della socialità. Una pratica che ha reso molti di noi politeisti, divisi tra il proprio dio di ogni di noi e un nuovo dio, quello della lagna, che torna utile per cominciare la giornata. “Trovati un nemico e la tua giornata avrà un senso” è il comandamento mattutino dei nuovi feroci che abitano le nostre giornate. Feroci codardi, ovviamente: l’importante è che il nostro nemico sia lontano da noi, che non condizioni il nostro quotidiano e che non svolga una funzione o un mestiere di qualcuno in famiglia.

Così, tutti iscritti alla palestra del lamento, ci lanciamo nel quotidiano con la parvenza di chi è pronto a iscriversi ad ogni battaglia. E invece no. Sulla questione delle unioni civili e dei diritti degli altri si registra un certo balbettio, come una timidezza così stonata in tutto questo fracasso. Nè a favore e né contrari. Quando si parla della legge Cirinnà al massimo si riesce a sciorinare i safari sessuali di questo o quel politico ma sul tema, concretamente, nulla. I diritti civili delle persone che si amano tra loro indipendentemente dal loro sesso non interessano. Ma che ce frega. Che è il modo migliore per lasciare il campo ai clericali, gli ipocriti, gli ignoranti e i tromboni. Come siamo noi spesso su qualsiasi argomento. Tranne che questo.

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