Oltre 70 anni fa, confinati in un’isola del Mediterraneo, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Ursula Hirschmann scrissero un manifesto contro i nazionalismi, per un’Europa libera e unita. Quell’Europa oggi è ferita, dubita di sé, ripiega sotto i colpi del flusso migratorio che la minaccia dall’esterno e di movimenti identitari e fondamentalisti che riprendono vigore al suo interno. Gravissima la sospensione della libera circolazione delle persone, più grave ancora che tornino progetti per escludere la Grecia, o che gli Stati fondatori si intendano per combattere deflazione e disoccupazione e rilanciare lo stato sociale.
Manca la schiettezza di allora, manca ai governanti di oggi la visione di Spinelli, Rossi, Hirschmann, mentre intorno a Ventotene impazzava la guerra. Eppure di Europa c’è bisogno più di allora. Per fermare la guerra mondiale a pezzi, per combattere la barbarie e far prevalere la tolleranza, per dire forte che l’umanità dell’uomo – se volete, il divino dell’uomo – si afferma garantendo sicurezza, tutele e diritti.
Come Dylan Dog, Left si è impegnata a indagare fra gli incubi del 2016. Il bisogno d’identità di chi si lascia crescere incolta la barba o si imprigiona in un burqa. La paura e l’ignoranza – ne parla Mancuso a proposito del Family day – che generano aggressività e spingono a negare libertà e diritti. Perché questa è la realtà che viviamo: crescita e innovazione – il nostro Greco presenta SESAME, centro di ricerca che riunisce, coordinati da un italiano, cristiani, ebrei e musulmani -, ma dal lato opposto ansie, insicurezze e paranoie. Ho sentito Formigoni equiparare amore omosessuale e poligamia, il leghista Centinaio, il rapporto fra due donne a un incesto. Tutto serve a far crescere la paura.
Eppure la questione che si dibatte in Parlamento è chiara. Si possono negare a un uomo che ne ama un altro, a una donna che vive con una compagna, gli stessi diritti che prevediamo per una coppia unita in matrimonio? Si può rifiutare al figlio accudito, protetto e amato da una coppia omosessuale il diritto di riconoscere come tali entrambi i genitori?
La Suprema Corte degli Stati Uniti non ha detto che cosa sia giusto davanti a Dio, cosa sia da considerare progresso e cosa no. Ha stabilito che se un amore esiste nei fatti, se una famiglia funziona e si sostiene, questa realtà non possa essere discriminata, né ignorata, o segregata in una condizione di semi-diritto.
Monsignor Bagnasco obietta però che essere madre o padre non è un diritto. Un figlio, per lui credente, è un dono di Dio. La legge Cirinnà chiede però di non discriminare il figlio che già c’è, né i genitori che già lo amano e sostentano. Il cardinale è andato fuori tema, ed è entrato, come un incubo nero, nel sogno di Spinelli.
L’Europa è diversa ed è unica nel mondo proprio perché è patria dei diritti. Diritti che nascono da un contratto, che convivono con la tolleranza, che l’uomo europeo ha difeso per 250 anni. La paura che li nega genera odio e uccide l’Europa e il nostro futuro.

Questo editoriale lo trovi sul n. 5 di Left in edicola dal 30 gennaio 2016

 

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