Quando capita di scrivere di Siria, una delle cose che il cronista seduto a una scrivania fa è andare a guardare le pagine e gli account social di quel rari, coraggiosi giornalisti (e organizzazioni umanitarie) che lavorano nelle zone di conflitto. Per mesi, la voce, i video, i tweet di Rami Jarrah, giornalista indipendente britannico-siriano nato a Cipro, provenienti da Aleppo e altrove sono fondamentali per sapere e capire. Jarrah racconta la realtà così com’è sotto le bombe, mostra come queste colpiscano aree dove non ci sono combattenti ma civili, racconta la quotidianità di chi è rimasto intrappolato tra due fronti di guerra.

Bene, Rami Jarrah, dopo che tre giorni fa aveva incontrato addirittura Erdogan per parlare di Siria, è stato arrestato dalle autorità turche al confine, mentre chiedeva un permesso per lavorare in quell’area. La notizia viene diffusa oggi da Anapress, l’agenzia di cui è cofondatore, che dice, come leggete qui sotto, che l’arresto è avvenuto tre giorni fa e che oggi è detenuto ad Adana. Jarrah ha potuto comunicare di essere in cella con membri dell’ISIS e che, dopo un alterco con uno di loro, ora teme per la vita.

#Breaking: co-founder of ANA Press and director of Sawt Dimashq Radio Rami Jarrah was arrested three days ago by Turkish…

Pubblicato da ANA PRESS su Venerdì 19 febbraio 2016

In rete e da parte di tutti i colleghi che in qualche misura ne riusano il lavoro è presto partita la richiesta alle autorità turche di rilasciarlo. Ci uniamo anche noi di Left, #FreeRemi

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