Partiamo dai fatti.

È stato annunciato da Nicola Fratoianni il congresso fondativo di quello che dovrebbe essere il nuovo partito della sinistra: sarà il 2/4 dicembre 2016. È stata poi lanciata la piattaforma online – ancora in fase di sviluppo – che si chiama Commo: dovrebbe esser strumento fondamentale del processo. Oltre a discutere, si potranno lì votare dirigenti, programma e simbolo. Notevole – almeno nelle intenzioni – è il fatto che la piattaforma online non sarà solo a disposizione degli iscritti al partito ma anzi avrà una sorta di doppio livello, offrendo a tutti, dalle associazioni nazionali e ai sindacati, così come ai comitati di quartieri, una piattaforma per organizzarsi e fare delle loro votazioni senza che questo implichi obbligatoriamente l’adesione al partito. Vedremo come funzionerà veramente. Per ora si registra una piccola polemica sui costi dell’operazione: si parla di 100mila euro.
Per arrivare al congresso è stato varato (non votato) un comitato promotore di quasi 150 membri, distribuiti con il bilancino (forse è inevitabile): Sel ne ha il 50 per cento, gli altri il resto.
Tutti comunque parlano di «partito» – e a sinistra, tra «movimenti», «soggetti» e «associazioni», è una bella novità.

Leadership e regole.

Con Vendola che completa il suo passo di lato (e manda solo un video, registrato giorni prima), non si è ancora parlato – non pubblicamente – di modalità di selezione della leadership: è evidente che Fratoianni è però lanciato (un sondaggio Hp dice che il 23 per cento vuole lui, e Fassina per dire il 13). C’è però un 30 per cento che vuole un altro nome, nuovo. Tra gli interventi più applauditi si segnala a tal proposito quello di Paola Natalicchio, sindaco di Molfetta. 

Intervento di Paola Natalicchio a Cosmopolitica- Roma 21 Febbr…
Dirò poche semplici cose. Non me ne frega niente del dibattito sulle alleanze se questo dibattito è un altro referendum che ci tiene al palo e ci divide. Io faccio il sindaco di un comune di 60mila abitanti e governo insieme al Partito Democratico. Sono sindaco di un centrosinistra biodiverso anche se forse in via di estinzione. Non mi accanisco sulle prossime amministrative e sulla maionese impazzita tra Roma e Milano. Anche se sono tra chi si tormenta ancora sul centrosinistra nazionale. Dico solo che stare contro Renzi non basta a costruire un’idea diversa di Paese. L’idea diversa di Paese, tema per tema, con gli argomenti e l’autorevolezza, dobbiamo disegnarla noi. Senza metterci sugli spalti di qualche inutile tribuna a fare i raccattapalle di chi tira fuori dalla porta. Noi dobbiamo fare con le mani un Paese felice per tutti.La Cosmopolitica non si fa nello spazio. Bisogna andare sui marciapiedi d’Italia, a suonare ai citofoni di chi non crede più che ne valga la pena. Suonare forte.#cosmopolitica

Pubblicato da Paola Natalicchio Sindaco su Domenica 21 febbraio 2016

Alfredo D’Attore nel suo intervento è quello che più si è soffermato, tra i big, su questioni pratiche. Evidentemente bruciato da Renzi ha ad esempio chiesto che il nuovo partito separi i ruoli nel partito da quelli istituzionali, a tutti i livelli.

Ferrero e Civati.

I due restano ancora fuori. Ferrero però è intervenuto a Roma e ha chiesto che il progetto prenda la forma di una federazione. Lo fa nel nome del «pluralismo», Ferrero, a cui hanno risposto direttamente sia Fassina che Fratoianni. Entrambi hanno detto picche, pur lasciando aperta la porta. Il senso della replica è: «Il pluralismo non c’entra nulla con la sopravvivenza di partitini dallo zero virgola». Si suggerisce a Rifondazione (ed è probabile che alla fine così finisca) di trasformarsi in un’associazione, aderendo però al progetto. C’è un anno di tempo. Tutto comunque dipende dalle amministrative. Con Civati la vicenda è più complicata: ci si parla ormai pochissimo, e il caso Milano continua ad alimentare tensioni.

Amministrative.

Se ne è parlato poco (salvo Cofferati, si veda il tweet), per evitare il tasto dolente. Pisapia è venuto a Cosmopolitica ma non ha parlato (erano pronti i fischi). Civati su Milano resiste alle lusinghe di Cofferati e dice di avere un candidato: così però non è. Nella ricerca si sondano giornalisti, soprattutto (Maso Notarianni potrebbe esser un’ipotesi, già direttore di PeaceReporter). Fratoianni vorrebbe invece riprovare con Cecilia Strada.
È per questo abbastanza evidente che l’unico candidato su cui punta Sì è Luigi de Magistris, che si è preso un sacco di applausi con un intervento «zapatista in salsa partenopea» (sono sue parole).

A margine.

Si segnala l’adesione al gruppo parlamentare di Giovanna Martelli, già consigliera (inutile) di Renzi per le pari opportunità. Aveva lasciato il Pd un paio di mesi fa.
La platea del week end era molto piena (3500 presenze solo nella mattinata di domenica) e soprattutto variegata. Un giusto mix di giovani (lascito ancora delle fabbriche di Nichi, ma soprattutto pezzi young della Cgil organizzati da Act) e militanti storici.
Luciana Castellina sembra lanciata nel ruolo di garante. Sergio Cofferati al suo fianco.

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