Storie di rifugiati. Bambini e adolescenti, che ormai nemmeno per loro l’Europa (o la civile Australia) sembrano essere capaci di essere solidali. Da Calais alla lontana Nauru, «Dobbiamo trovare una soluzione, in particolare per i bambini. È scioccante pensare che così vicino a Londra e Parigi la gente, specialmente centinaia di bambini non accompagnati, vivano in una situazione così terribile. Due terzi del settore verranno evacuati». Così Jude Law, l’attore britannico in visita con una serie di colleghi artisti alla Jungle di Calais, che attende di essere sgomberata del suo migliaio di rifiugiati nei prossimi giorni.
Lo sgombero è stato rinviato dopo che l’organizzazione britannica Help Refugees ha diffuso la notizia che, a guardar bene, i rifugiati nel campo non sono un migliaio ma 4500, il dieci per cento circa tra questi sono bambini e minori.

Sotto il tendone del Good Chance Theatre, il teatro messo su, come molti altri servizi e un centro per le vaccinazioni, all’interno del campo, Law ha letto una lettera a David Cameron chiedendo di ospitare dei minori in Gran Bretagna e adoperarsi perché protezione venga garantita dalle autorità francesi e, garantire, che la Jungle non venga sgomberata prima di aver individuato soluzioni per le persone che la abitano.

Al suo fianco, il comico Shappi Khorsandi, l’attore di sitcom Matt Berry, Toby Jones, Tom Stoppard – il regista di “Rosencrantz e Guildenstern sono morti” – e attrici Harriet Walter e Juliet Stevenson. Nel frattempo in Gran Bretagna, la lettera ha raccolto 100mila firme, tra cui quelle di altre figure importanti di cultura e spettacolo.

Dall’Australia un’altra storia poco edificante che riguarda minori rifugiati: una bambina di un anno, figlia di richiedenti asilo giunti nel Paese vi mare e ricoverata in ospedale per ustioni, verrà spedita a Nauru, isola stato dove l’Australia tiene i richiedenti asilo in attesa di dichiararne lo status giuridico, nonostante le proteste di queste settimane: «La bambina verrà curata in un centro di detenzione e poi andrà a Nauru» ha dichiarato il ministro dell’immigrazione Dutton, aggiungendo: «Non vogliamo si pensi che essere ammessi in un ospedale sia una maniera per riuscire a rimanere legalmente nel Paese». L’Australia ha persino rifiutato la proposta neozelandese di accogliere una parte dei richiedenti asilo.
La pessima legge australiana prevede l’arresto per chi entra nel Paese, poi rispedisce le persone a Nauru o, addirittura, obbliga le barche che intercetta a tornare indietro. I morti in mare non si contano.

E per chi se lo fosse perso, in Germania nei giorni scorsi abbiamo visto scene di violenza poliziesca contro i rifugiati che non volevano scendere da un autobus mentre fuori qualche centinaio di animali urlava loro contro. Nella stessa località, Bautze, Sassonia, l’albergo che ospitava i richiedenti asilo ha preso fuoco. Tra le grida di gioia di quache locale. La vicenda ha generato grandi polemiche in Germania, i Verdi hanno chiesto al capo della polizia locale di dimettersi. La scena qui sotto, c’è un video peggiore, in cui un ragazzino viene trascinato via dalla polizia tra le grida urlanti della piccola e incivile folla. Basta descriverlo.

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