Si chiama Auditoria ciudadana contro il debito. È una rete di economisti, attivisti e liberi cittadini che si mobilita contro il debito degli enti locali. Democrazia e partecipazione popolare le parole d’ordine.

“Contro l’austerità e per un’Europa democratica” è il titolo del manifesto del PlanB firmato da centinaia di politici, intellettuali, economisti e attivisti (tra cui il regista Ken Loach, il filosofo Noam Chomsky, la sindaca di Barcellona Ada Colau). Numerosi i personaggi della politica e dell’economia accorsi a Madrid. Da Yanis Vaoufakis che ha appena creato il movimento pan europeo DieEM25 agli eurodeputati Miguel Urban e Lola Sanchez (Podemos), Fabio De Masi (Linke), Karima Delli (Verdi francesi), Eleonora Forenza (L’altra Europa per Tsipras).

C’è da dire, inoltre, che  l’assemblea del PlanB al Matadero di Madrid (di cui parliamo nella cover story di Left in edicola dal 27 febbraio) è un evento che nasce su un terreno fertile, costituito da democrazia dal basso e partecipazione popolare.  In Spagna, infatti, a partire dalla protesta degli Indignados del 2011 è attiva Pacd, la Piattaforma per l’Audit cittadino del debito. Si tratta di un gruppo pilota costituito dagli Economistas sin Fronteras, Ecologistas en accion, Attac e molti cittadini che partecipano a titolo personale. Tutti insieme favoriscono la creazione di audit pubblici cioè commissioni di analisi e denuncia dei bilanci ma anche dei singoli atti delle amministrazioni pubbliche locali. In questo modo la deuda, il debito, è possibile “vederlo”, analizzarlo in tutti i suoi dettagli. Un primo atto, quello della conoscenza delle cifre, che è ritenuto fondamentale per poi passare alla mobilitazione e al cambiamento. «Se per esempio il preventivo per un acquisto era di 50 euro e scopriamo che ne sono stati spesi 250, cerchiamo di capire il perché della lievitazione del prezzo», spiega Chiara Giacco, una ragazza italiana che fa parte della Auditorìa ciudadana di Madrid e che ha appoggiato insieme ad altri compagni il PlanB. Le commissioni audit che esistono nelle centinaia di “nodi” spagnoli (da Madrid a Saragozza, da Barcellona a Siviglia) sono organismi tecnici indipendenti dai partiti e dai movimenti politici. «Vogliamo essere completamente liberi di giudicare le amministrazioni senza alcun condizionamento di sorta», afferma Chiara. I dati acquisiti poi vengono divulgati ai cittadini favorendo la partecipazione collettiva alla cosa pubblica. Le commissioni audit sono anche un deterrente per la corruzione, oltre che uno strumento per trovare soluzioni. Fior di economisti partecipano alla Plataforma. Al PlanB era presente, salutato da ovazioni da parte del pubblico, Carlos Sanchez Mato, economista della Pacd e con le ultime elezioni diventato assessore alle Finanze di Madrid.
Ma il personaggio che ha ispirato la piattaforma è Eric Toussaint che ha fatto parte anche della Commissione presidenziale sul debito dell’Ecuador (che ottenne una parziale ristrutturazione) e che ha guidato la Commissione per la verità sul debito in Greca instaurata dal Parlamento greco nell’aprile del 2015.

Mentre in Spagna la rete è ormai sempre più diffusa, in Italia siamo ancora all’anno zero. «Per ora sono pochissimi i Comuni che hanno attivato degli audit, tra questi Venezia, Livorno, Roma, Milano, Parma», spiega Francesca Coin che fa parte della rete veneziana e anche lei accorsa al PlanB. A Madrid è arrivata anche Cristina Quintavalla, candidata alle regionali dell’Emilia Romagna per L’Altra Europa. Fu lei, insegnante di Parma a costituire la commissione per il debito a Parma. Nel 2012 il comune si era ritrovato un passivo nel bilancio di 800 milioni di euro. Un regalo del governo di centro destra.

Per approfondimenti qui e qui

@dona_Coccoli

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