Non è, non è stata, una persona banale. Studioso dell’innovazione ha provato a innovare. Sia come imprenditore che come politico. Del blog di Beppe Grillo -il sacro blog, come lo chiama Crozza- se ne occupa, insieme al figlio Davide, dal 2005. Lo ha trasformato in una macchina da guerra: capace di far soldi proponendo contenuti gratuiti, capace di tenere insieme, di orientare, di animare un partito di massa quale è il Movimento 5 Stelle.

Scorrendo l’intervento che svolse, il 6 settembre del 2014 a Cernobbio, si trovano tutti, i temi della sua riflessione: disintermediazione, free economy, globalizzazione, educazione in rete. Era convinto che internet offrisse straordinarie possibilità di partecipazione a grandi masse e, al tempo stesso, segnasse una sorta di reductio ad unum. Il movimento è stato costruito così. Tentando di porre questioni semplici, alle quali non fosse difficile dare una risposta e dunque scegliere; ma una volta scelto, l’obbligo di seguire, senza remore né dubbi, come si trattasse di un individuo collettivo.

Una critica, quella di Casaleggio, più radicale di quella di Lenin alla democrazia rappresentativa: i parlamentari si definiscono portavoce, portavoce dei cittadini in parlamento senza autonomia del mandato. Ma qual è il punto di vista dei “cittadini” cui i portavoce dovranno attenersi? Semplice: quello espresso, grazie alle tecnologie messe a disposizione dalla Casaleggio Associati, dagli iscritti certificati al Movimento. Altro che teoria dell’avanguardia o centralismo democratico!

Con Casaleggio il Movimento non è avanguardia, è il Paese, stesso, perché ne raccoglie malessere, idee, speranze e le trasferisce nella rete. Qui si forma, di volta in volta, la decisione politica: la procedura diventa garanzia della autenticità e, dunque, di inappellabilità della scelta. Chi non ci sta, è fuori.

E ora? Beppe Grillo l’altro fondatore, l’altro console del Movimento 5 Stelle, è tornato al teatro. Forse perché deluso dall’aver trovato tra i cittadini in rete meno eccellenze di quante non ne immaginasse, e più donne e uomini assai normali, talvolta banali. Forse anche perché Grillo sapeva della malattia dell’amico ed era per lui fuori discussione di poter proseguire in politica senza di lui.

Per i parlamentari dei 5 stelle, i quali, sì, va bene, sono solo portavoce, ma sono loro dopotutto che formano il “direttorio”, è arrivato il momento, obbligato e doloroso, di fare il salto nell’età adulta. Proprio quando potrebbero doversi misurare con responsabilità di governo, se non dell’Italia, almeno di Roma. Compito non sarà facile, gli mancherà il consiglio di Gianroberto, quello di Davide, il figlio, non avrà lo stesso carisma.

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