«Non sono a favore della presunzione d’innocenza per i politici. Se uno è indagato, deve lasciare, lo chiedono gli elettori». Così diceva Luigi Di Maio, a dicembre, intervistato da Libero. L’intransigenza è d’altronde da sempre uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 stelle, pronto a sacrificare il principio di diritto, dell’innocenza fino a condanna definitiva, nel nome di una politica rinnovata. Ora che però raggiunto da un avviso di garanzia è l’assessore al bilancio e alle partecipate di Livorno, Gianni Lemmetti, la linea è un po’ cambiata.

Lo notano nel Pd, ovviamente polemici, con la senatrice Giuseppina Maturani, ad esempio, che cita proprio l’intervista di Di Maio. La linea è cambiata e pare più morbida, «se non più ragionevole», dicono dal Pd. Le indagini e gli avvisi di garanzia, tanto per cominciare, non sono tutti uguali. Questo almeno è quello che sembra dire Virginia Raggi, candidata a sindaco di Roma dei 5 stelle: «Se capitasse a me un assessore con un avviso di garanzia? Valutiamo», dice a L’aria che tira, su La7, «se l’avviso di garanzia è pesante, se c’è qualcosa di grave… valutiamo caso per caso». Comunque: «È una domanda mi sembra un po’ generica», dice, e «su Livorno non mi esprimo».

A Livorno i reati ipotizzati dalla procura nell’inchiesta sulla azienda che gestisce i rifiuti, l’Aamps, in forte crisi, sono la bancarotta fraudolenta, il falso in bilancio e l’abuso d’ufficio. L’inchiesta è seria, anche se non investe tutta la gestione Nogarin, ovviamente. Forse per questo anche Danilo Toninelli, deputato e uomo delle riforme dei 5 stelle, conferma la nuova linea improntata alla prudenza: «Chi è indagato non deve per forza essere espulso», dice, «oggi ascoltiamo il nostro sindaco Nogarin e l’assessore». E dal direttorio del Movimento, per ora, arriva dunque solo silenzio.

Nel sollevare la polemica, il Pd sorvola ovviamente sul fatto che l’inchiesta sia partita da tempo, e che riguardi anche la gestione dei democratici, con un avviso di garanzia che ha raggiunto anche l’ex sindaco del Pd. È per questo che Lemmetti dice di non volersi dimettere. Nogarin dice che su Aamps la sua giunta ha fatto il possibile, dall’assunzione dei precari, contestata, al bilancio. Per i 5 stelle la colpa è dunque del Pd. La colpa di tutto, dei problemi avuti con la raccolta dei rifiuti alla fine del 2015, e pure della crisi di maggioranza che si è aperta, in città, sulla scelta di ricorrere al concordato preventivo per l’azienda comunale, e che ha prodotto una vera faida interna al Movimento, con l’espulsione di tre consiglieri.

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