Numero difficile, perché quando tutti vincono – i rederendari con 15 milioni di voti, gli astensionisti che hanno impedito il quorum – non vince la verità. Chiara Saraceno ce lo racconta, il referendum No Triv, a modo suo. Nadia Urbinati spiega che, vi piaccia o no, questo era solo l’antipasto della madre di tutta le battaglie, il referendum costituzionale, nel quale Renzi si gioca il collo. E così facendo evita che se ne parli nel merito. Vecchia tecnica.
Insomma ci chiedono di seppellire la Costituzione nata dalla Resistenza. Talmente grossa che Vauro, in copertina, scrive “Non ci arRenziamo”. Ascanio Celestini, invece, racconta le sue conversazioni con Andrea Camilleri. E quando gli parlò di un paesino delle colline metallifere dove, ammazzati dai nazifascisti, finirono gli operai che difendevano le miniere. Oggi non ti ammazzano col plotone e i fucili puntati ma muori di lavoro, muori di mancate protezioni, muori perché il denaro è re e il lavoro sembra tornato solo una variabile dipendente.
Una goccia di sangue ci salverà? Può darsi, ci spiega Pietro Greco. Pare che nel sangue siano marcati i segni del tumore che arriva. Controllare, prevenire, curare. Ma quanto costa e quando? Poi, dai, Left è anche da leggere, parliamo di supereroi, prima e intorno a Lo chiamavano Jeeg robot, che ha vinto 7 premi al David di Donatello. Damasco com’è, cosa si dice in Egitto su the young italian man, il nostro Giulio Regeni, e Giulio Cavalli che indaga sull’eredità di Gianroberto Casaleggio: come cambieranno i 5 stelle?

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