Non sappiamo esattamente quanta gente sia morta a causa del collasso del reattore il 26 aprile del 1986 a Chernobyl. I morti nell’immediato furono circa 50, ma le stime su quanti si sono ammalati e sono morti a causa dell’esposizione alle radiazioni negli anni successivi oscillano tra 9mila e 9omila (un dato di Greenpeace). Ancora oggi nelle zone di confine tra Ucraina e Bielorussia nascono bambino con deformazioni e danni causati dalle radiazioni e alcune aree sono ancora radioattive. Oggi si tratta di costruire un sarcofago di cemento per riporre l’uranio rimasto nel reattore, che sta lentamente invecchiando. Per completarlo servono 2 miliardi di euro.

Quello di Chernobyl è a tutt’oggi il peggior incidente nucleare della storia e oggi è stato celebrato con le sirene e i parenti del personale della centrale, che viveva in quella che oggi è la città fantasma di Pripyat, che è andata a visitare le proprie case. «C’è una foresta di alberi in casa mia», racconta una donna alla Bbc. Qui sotto delle foto delle commemorazioni, dei giorni della fuga nucleare e dei decenni passati. Foto di Pripyat abbandonata, di luoghi coperti di polvere radioattiva (come i mezzi allineati ad arrugginire).

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