«Se otto ore vi sembran poche, provate voi a lavorare». Il primo maggio racconta le lotte per ridurre l’orario e per aumentare i diritti. Dopo la Lunga Recessione, con l’incubo della Stagnazione Secolare, ora che il lavoro si svaluta e diventa liquido, spesso viene pagato con i voucher, “a marchetta”? Ne scrivono Maurizio Franzini e Mario Pianta, ne parla Chiara Saraceno, Tiziana Barillà intervista commesse e cassiere che si ribellano alle discriminazioni, sociali e sessiste. Luca Barbarossa racconta il suo antico cantar per strada fino al concerto in piazza San Giovanni. Abbiamo poi scelto di pubblicare il documento di 56 costituzionalisti che criticano, nel merito, la riforma del Senato firmata da Renzi e Boschi. Qualcuno gli risponderà? Il testo è a pagina 22. In India le università sono l’ultimo baluardo contro l’estremismo indù: Matteo Miavaldi, pagina 42. E poi Mafia Capitale, la cronaca del processo, pagina 28. Con Sepùlveda, intervistato da Simona Maggiorelli, torniamo al tema della copertina, la resistenza contro ogni sopruso, contro il vento della restaurazione capitalista che soffia in Sud America e che ha per epicentro il Brasile, del “golpe bianco” ai danni di Dilma Rousseff, pagina 45. Ma non l’aveva messa sotto accusa la Camera, e a larghissima maggioranza? Sì, ma il New York Times, che non è proprio l’house organ del chavismo, ha definito “una banda di ladri” quelli che la accusano di corruzione e che vogliono sostituirla. Pane, lavoro e pace: si parla a Napoli della Carta di Science for Peace, un gruppo di scienziati contro la guerra. E Vauro, naturalmente: siamo lavoratori, non provate a sfotterci!

Commenti

commenti