Alla fine, il Senato brasiliano ha votato per il Sì: il processo di impeachment della presidente Dilma Rousseff s’ha da fare. Già dalle dichiarazioni di voto era chiaro che si sarebbe superata la maggioranza, i 41 voti necessari. Da questo momento, Dilma, avrà dunque 180 giorni per difendersi dall’accusa di aver falsificato i bilanci dello Stato allo scopo di mascherare la recessione del Paese nel corso della campagna elettorale per la sua rielezione del 2014.
Il voto del Senato arriva dopo l’approvazione della Camera del 17 aprile. E dopo un colpo di scena, arrivato quando la Corte suprema ha destituito il presidente della Camera Edoardo Cunha (indagato per corruzione) e al suo posto è arrivato ad interim Waldir Maranhão, che ha chiesto di annullare quel voto. Ma si è risolto in un nulla di fatto, perché l’appello di Maranhão è stato rigettato e la richiesta di impeachment, quindi, confermata da parte della Camera e, adesso, del Senato.
Ora sarà il vicepresidente Michel Temer ad assumere il comando di Palácio do Planalto, per questi 180 giorni. Ma proprio Temer, poche ore prima del voto, ha tremato dopo un messaggio inviatogli da alcuni dei 18 senatori del Pmdb (il Partito del movimento democratico brasiliano, di Eduardo Cunha) che annunciavano che non avrebbero votato contro Rousseff, a cominciare dal presidente del Senato, Renan Calheiros.
Nel messaggio inviato a Temer, i senatori centristi, che hanno poi cambiato idea, hanno invocato «la via della prudenza». Sembra però più un messaggio di “avvertimento” quello destinato a Temer, per comunicargli che la squadra ministeriale che ha annunciato non è di loro gradimento. Il malcontento dei senatori del Pmdb è relativo soprattutto all’indicazione di Mauritius Quintela (Pr) come nuovo ministro dei Trasporti. In tal modo, il Pr avrebbe ben 3 ministeri, mentre al Pmdb resterebbero le seconde linee: i sottosegretari.

senado_federal-720x479

Il Senato federale brasiliano

Chi sono i senatori che hanno accusato Dilma?
La «banda di ladri» – così il New York Time – non siede solo alla Camera brasiliana. La rivista Piaui si è presa la briga di mettere in fila i numeri del database Excelencias.Trasparenciabrasil, individuando le azioni penali e le indagini della Corte Suprema (Stf) che riguardano i senatori brasiliani. I dati dell’indagine sono aggiornati al 10 maggio e quelli della Corte suprema al 27 aprile. Ecco il quadro:

  • 47 senatori hanno pendenze con la Giustizia e, insieme, raggiungono 227 “eventi”.
  • 24 senatori sono indagati davanti alla Corte Suprema, 5 di loro sono imputati nei procedimenti penali in pubblica udienza.
  • 15 senatori (il 18% dell’assemblea) sono già stati condannati da un tribunale: Ataídes Oliveira (Psdb-To), Cássio Cunha Lima (Psdb-Pb), Ciro Nogueira (Pp-Pi), Dario Berger (Pmdb-Sc), Eduardo Amorim (Psc-Ce), Gleisi Hoffmann (Pt-Pr), Ivo Cassol (Pp-Ro), Jader Barbalho (Pmdb-Pa), John Capiberibe (Psb-Ap), Marta Suplicy (Pmdb-Sp), Paolo Bauer (Psdb-Sc), Roberto Requiao (Pmdb-Pr), Romero Juca (Pmdb-Rr), Valdir Raupp (Pmdb-Ro) e Zeze Perella (Pdt-Mg).
  • 25 in totale i “campi di Diritto” delle accuse, per un totale di 133 capi d’accusa. Il più frequente è il reato di «riciclaggio o occultamento di beni, diritti o valori», con 27 indagini e procedimenti penali. Secondo in classifica è il reato di aver accettato bustarelle, per un totale di 25 indagini in corso.
  • 13 senatori sono al centro di indagini presso la Corte Suprema per via del procedimento Lava-Jato: Aécio Neves (Psdb-Mg), Benedito de Lira (Pp-Al), Cyrus Nogueira (Pp-Pi), Edison Lobão (Pmdb-Ma), Fernando Bezerra Coelho (Psb-Pe), Fernando Collor (Ptc- Al), Gladson Cameli (Pp-Ac), Gleisi Hoffmann (Pt-Pr), Humberto Costa (Pt-Pe), Lindberg Farias (Pt-Rj), Renan Calheiros (Pmdb-Al), Romero Juca (Pmdb-Rr) Valdir Raupp (Pmdb-Ro).
  • 4 dei 17 partiti rappresentati in Senato hanno tutti i membri con pendenze in tribunale e / o le Corti di controllo del Paese: il Pr (4 senatori) PCdoB (1 senatore), Psc (1 senatore) e Ptc (1 senatore). In termini assoluti, il Pmdb è il partito che ha il maggior numero di rappresentanti nel Senato con guai giudiziari: 11 su 18 senatori.
  • 4 dei 17 partiti rappresentati in Senato non hanno alcun rappresentante con “istanze giudiziarie aperte: Pps, Prb, e Pv Network.
  • 6 Stati rappresentati in Senato hanno i loro tre senatori con istanze aperte in tribunale: Alagoas, Amazonas, Pará, Rondônia, Tocantins e Santa Catarina. Solo due Stati non hanno alcuno dei suoi rappresentanti con record in tribunale: Rio Grande do Sul e Ceara.

Commenti

commenti