Corrisponde a una donna di 36 anni l’identikit del “prestatore di lavoro accessorio”, ovvero il lavoratore con voucher. L’ultimo rapporto dell’Inps – Il lavoro accessorio 2008-2015 – ci dice che nel 2015 sono stati venduti 115 milioni di voucher, un numero enorme se si pensa che nel 2010 non erano nemmeno 10 milioni. Quelli riscossi dai lavoratori sono stati quasi 88 milioni. Insomma, negli otto anni trascorsi dalla prima sperimentazione – quando il ticket era previsto solo per lavoretti occasionali di studenti e pensionati, così come da riforma Biagi (2003) – ecco che i buoni lavoro registrano il boom. Nel 2015 sono stati 1.380.000 i lavoratori che hanno percepito almeno un buono (per 473mila committenti): solo in 207mila hanno percepito più di mille euro, quindi l’85% è rimasto al di sotto di questa cifra. E quasi un milione ha percepito meno di 500 euro.

Intanto i contratti a tempo indeterminato – rende noto ancora l’Inps – hanno un calo a picco: -77% tra gennaio e marzo 2016. Nei primi tre mesi dell’anno, insomma, si contano 51mila contratti a tempo indeterminato, contro le 225mila di un anno fa. A crescere, insomma, sono i rapporti di lavoro precari (+22%) e – appunto – i voucher (45%).

Chi sono i voucheristi?
Solo 207mila lavoratori hanno guadagnato più di 1.000 euro netti nei dodici mesi, mentre quasi un milione si sono accontentati di meno di 500 euro. Ecco chi sono:
– 8% pensionati
– 14% mai occupati: per lo più ventenni, donne (60%), recidivi (30%)
– 18% indennizzati, con sussidio Aspi, mini Aspi o Naspi: per lo più maschi, media di età 37 anni
– 29% occupati nel privato: a tempo indeterminato (oltre la metà), con contratti a termine (46%)
– 23% silenti (ex occupati): per lo più donne (57%), per un’età media di 37 anni
– 8% altri occupati (domestici, parasubordinati, operai agricoli, lavoratori autonomi, casse professionali, dipendenti pubblici): 40 anni di età media

Chi sgancia i voucher?
Sono 473mila le aziende che hanno utilizzato “prestatori di lavoro accessorio”, il doppio rispetto al 2013. Solo 16mila di queste aziende operano nel settore agricolo, mentre 250mila sono nell’industria e nel terziario ed erogano il 76% dei voucher, ecco in quali settori:
– alberghi e turismo (75 mila)
– commercio (53 mila)
– costruzioni (quasi 14 mila),
– servizi alle imprese e informatica (oltre 20 mila)
– artigiani e commercianti senza dipendenti (65 mila)

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