I cinesi e i tedeschi sono i più disposti all’accoglienza, i russi e i polacchi i meno propensi a ospitare rifugiati nel loro Paese. Questo almeno è quanto rileva un indice di Amnesty International che mappa gli atteggiamenti globali nei confronti dei migranti. E che segnala come le risposte populiste, forse, non sono quelle che la maggioranza dei cittadini di molti Paesi vorrebbero.

Il sondaggio colloca i 27 paesi lungo una scala da 0 a 100, laddove 0 indica che tutti gli intervistati rifiuterebbero l’ingresso ai rifugiati nel loro paese e 100 li accoglierebbero nei loro quartieri o nelle loro abitazioni.

L’Indice è calcolato dando a ciascun paese un punteggio basato sulla media delle risposte alla domanda “Quanto accetteresti persone in fuga da guerre e persecuzioni?”. Le risposte sono state poste lungo una scala da 0 (“Rifiuterei il loro ingresso nel paese”), attraverso 33 (“Li accetterei nei mio paese”), 67 (“Li accetterei nella mia città”) fino a 100 (“Li accetterei nel mio quartiere o nel mio appartamento”).

I risultati sono in parte sorprendenti e smentiscono gli atteggiamenti dei governi nei confronti delal crisi dei rifugiati

La Germania, che ha ad oggi accolto 1 milione e 100mila richiedenti asilo lo scorso anno, è il secondo paese più propenso all’accoglienza dopo, appunto, la Cina. Il 96 per cento dei tedeschi ha detto che è disposto ad accogliere i rifugiati e il 76 per cento ritiene che il governo debba fare di più per aiutarli.

Nel Regno Unito, terzo, l’84 per cento ha detto che «la gente dovrebbe essere in grado di ottenere rifugio in altri Paesi per sfuggire alla guerra o a persecuzioni», e il 70 per cento ritiene che il governo dovrebbe fare di più per aiutarli. 82 per cento dei britannici ha detto che avrebbe accogliere i rifugiati che vivono nella loro città, mentre il 29 per cento ha affermato che li accoglierebbe in casa.

Spagna e Grecia sono gli altri paesi dell’Unione europea nella top ten (l’Italia non è stata sondata). Interessante da notare che i Paesi propensi all’accoglienza sono sia quelli che i rifugiati non li hanno visti – la Cina, ma anche il Canada, al quarto posto nell’indice e gli Stati Uniti, noni – che quelli come la Germania, la Grecia e soprattutto la Giordania, che sono investiti da ondate imponenti.

Allo stesso modo, polacchi, russi e turchi sono contrari e non accoglienti a prescindere dalla situazione del loro Paese – in Russia i rifugiati non ci sono, in Turchia si.

Per quanto riguarda l’accesso all’asilo:

– il 73 per cento è d’accordo che le persone in fuga da guerra o persecuzione dovrebbero ottenere rifugio in altri paesi;
– il sostegno è particolarmente forte in Spagna (78 per cento), Germania (69 per cento) e Grecia (64 per cento).
Circa le politiche in materia di rifugiati:
– il 66 per cento degli intervistati ritiene che il rispettivo governo dovrebbe fare di più per aiutare i rifugiati;
– in diversi paesi al centro dell’attuale crisi dei rifugiati, tre quarti del campione se non di più chiede al rispettivo governo di fare ancora di più, come nel caso della Germania (76 per cento), della Grecia (74 per cento) e della Giordania (84 per cento);
– il minore sostegno a un’ulteriore azione dei governi proviene da Russia (26 per cento), Thailandia (29 per cento) e India (41 per cento).

“I dati parlano da soli. Le persone sono pronte ad accogliere i rifugiati e le risposte inumane dei governi alla crisi dei rifugiati vanno contro il punto di vista dei loro cittadini” – ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International. “Il sondaggio rivela fino a che punto i governi stiano facendo politica sulla pelle di persone che fuggono da guerra e repressione”.

“I governi non possono più consentire che la loro risposta alla crisi dei rifugiati sia dettata da esigenze di conquistare un titolo in prima pagina. Troppo spesso, la loro retorica anti-rifugiati ha solo l’obiettivo di aumentare il consenso. Ma i risultati del sondaggio dimostrano che i governi non tengono conto della maggioranza silenziosa dei loro cittadini che è disposta ad accogliere e a occuparsi in prima persona della crisi dei rifugiati” – ha proseguito Shetty.

Commenti

commenti