Sciopero degli agenti e cancellazione delle visite. È rivolta in quattro carceri brasiliane, tutte nello Stato di Cearà: finora si contano 14 morti. Una spirale di violenza scatenata dalla protesta del corpo penitenziario contro la decisione dell’amministrazione di rateizzare il pagamento di spettanze arretrate. Lo sciopero ha provocato la cancellazione delle visite e questo ha fatto esplodere la rabbia dei detenuti. Danni alle strutture e regolamenti di conti hanno trovato terreno fertile nella protesta, sedata dalle forze di sicurezza. Intanto, la procura della Repubblica di Cearà ha definito illegittimo lo sciopero delle guardie carcerarie e annunciato provvedimenti verso l’amministrazione carceraria per gli omicidi, i danni e ogni reato compiuto durante le rivolte. Queste carceri, come la maggior parte in Brasile, sono sovraffollate.

Il sindacato penitenziario (Sindasp) chiede da anni un aumento del personale, mentre nel Paese si fa sempre più strada la privatizzazione come risoluzione del problema. Di prigioni in “outsourcing” in Brasile ne esistono già molte, in almeno altre 22 località. Di una di queste ci siamo occupati lo scorso febbraio: la prima prigione privata in Brasile, quella di Ribeirão das Neves, regione metropolitana di Belo Horizonte, Minas Gerais.

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