È con la prima guerra mondiale che gli italiani del nord e del sud si ritrovano per la prima volta fianco a fianco, stipati nelle trincee imparano a conoscersi e a parlare un linguaggio comune quando invece fino a quel momento erano sempre stati per lo più abituati a utilizzare il dialetto.

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Carlo I d’Austria visita i soldati bosniaci del Infanterie-Regiment Nr. 2 inviati sul fronte italiano

La prima guerra mondiale cambia totalmente il volto del Paese e imprime nelle coscienze degli italiani il concetto che sono cittadini con dei doveri, ma anche con dei diritti, come per esempio quello di voto. Non è un caso infatti che il suffragio universale maschile venga concesso a fine guerra con una legge del 16 dicembre 1918 a tutti i cittadini con età maggiore ai 21 anni o che avessero prestato il servizio nell’esercito mobilitato.

Soldati_italiani_in_trincea

Soldati italiani in trincea

Spesso i soldati si trovano in balia di generali che hanno scarse capacità di organizzazione delle truppe, incapaci di capire che è cambiato radicalmente il modo di fare la guerra, finiscono spesso con l’ordinare cariche che mandano al massacro gran parte dei soldati di fanteria.
Il volto eroico della guerra che ad inizio secolo veniva esaltato prende presto il posto dell’orrore. Lo stesso di cui racconta Giuseppe Ungaretti, impegnato sul fronte Italo-austriaco, nei versi di Veglia:

Un’intera nottata buttato vicino
a un compagno massacrato1
con la sua bocca digrignata2
volta al plenilunio con la congestione delle sue mani penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore

Cima quattro, 23 dicembre 2015

soldati italiani prima guerra mondiale

La Grande Guerra è come abbiamo detto una guerra che non ha precedenti, anche dal punto di vista tecnico. Vengono introdotte le mitragliatrici, i sottomarini (i famosi U-Boat tedeschi che convinsero con i loro attacchi alle navi commerciali gli Usa a entrare nel conflitto nel 1917), vengono utilizzati i gas tossici che hanno un effetto devastante. Gli stessi soldati vennero dotati quindi di elmetti d’acciaio e maschere antigas e potevano contare sul supporto di carri armati. È sempre con la prima Guerra Mondiale che assistiamo ai primi bombardamenti aerei e sulle città. I conflitti non sono più una sfida in campo aperto fra due eserciti schierati, ma entrano a gamba tesa nella vita dei civili e anche le zone urbane si fanno terreno di scontro.

Bundesarchiv_Bild_183-F0313-0208-007,_Gaskrieg_(Luftbild)

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