Uno spettro si aggira per l’Europa. Non temete, non è il comunismo. Purtroppo. Lo chiamano antipolitica ma è solo un alibi dell’establishment, secondo Lucia Annunziata. Per esorcizzare quello che non si sa inglobare. E tuttavia, quando serve, l’establishiment usa l’antipolitica. Lo spiega bene Nadia Urbinati, a proposito di certe assonanze tra Pd e 5 stelle.
La storia di copertina riguarda proprio questo, l’antipolitica, che tutti temono ma cosa sia nessun lo dice. Quella di Pannella, che si imbavagliava, che usava il corpo con i digiuni contro il potere, era antipolitica? Anche se poi Marco tesseva accordi e alleanze, accoglieva profughi e reietti: faceva, eccome, politica. E la fenomenologia dei 5 stelle? Movimento della rivolta senza se e senza ma o partito opportunista che spera di ereditare tutto il potere, magari grazie alle riforme di Renzi e al doppio turno dell’Italicum?
Trovate tutto in Copertina, ma anche in Cultura: con l’intervista a Emilio Gentile, a pagina 44. Poi Left vi racconta un Grand Hotel di Atene, diventato rifugio per migranti. E accende i riflettori sulla Sicilia che si prepara a sostenere gli arrivi dopo che è stata sigillata la rotta dei Balcani. E con le regole nuove deve identificare uomini, donne e bambini per smistarli non si sa verso dove e quando.
Ancora Michela AG Iaccarino, protagonista e testimone, racconta poi la caccia alle streghe nell’Ucraina “democratica”, che considera i giornalisti tutti spie di Putin e compila lugubri liste di proscrizione. A pagina 40.

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