Sono noti al grande pubblico per gli ospedali di Emergency, strutture con standard europei, realizzate in zone di guerra e di crisi. Funzionalità, uso di materiali della tradizione e impiego di mano d’opera locale hanno fatto di questi ospedali strutture che si sono inserite bene nei territori. Ma Tam associati – ovvero Massimo Lepore, Raul Pantaleo e Simone Sfriso – sono anche autori di tanti interventi di architettura sociale in Italia e di esperienze di cohousing, che oltre ad abbattere gli sprechi, guardano alla qualità e alla vivibilità, rimettendo al centro la persona. Un aspetto etico e civile che si ritrova nella loro mostra Taking care realizzata come curatori del Padiglione Italia alla Biennale. Con esempi di architettura partecipata e creativa, sviluppati con Aib (l’associazione delle biblioteche), Legambiente e altre realtà.

Tor Marancia

Tor Marancia

«L’architettura, quando si prende cura degli individui, dei luoghi, delle risorse, fa la differenza» recita lo slogan di questa collettiva che presenta 5 dispositivi mobili per le aree di marginalità e 20 progetti realizzati da studi italiani in Italia e all’estero. Privilegiando gli emergenti, più che grandi nomi. C’è, per esempio, il progetto di Restart per il museo di Casal di Principe ma anche Big City Life, che ha dato un nuovo volto al quartiere romano di Tor Marancia con la street art.

E poi il recupero del teatro Gualtieri a Bologna, la riqualificazione del lungomare di Balestrate a Palermo e molto altro. «L’architettura è stata a lungo una disciplina emarginata, non si insegna nelle scuole, e alle persone mancano gli strumenti per leggerla, così come per interpretare i territori», denuncia Raul Pantaleo di Tam associati. «Anche per questo con Taking care vogliamo provare a comunicare l’architettura come bene comune, guardando al futuro, con esempi positivi». Complice il linguaggio giovane del Graphic Novel. «Abbiamo dato un’impronta pop con questo genere di racconto per immagini che ha una sua raffinatezza».

Tamassociati taking care

Tamassociati taking care

Così anche il consueto catalogo diventa una prodotto artistico originale. (Come i precedenti libri di Tam associati il volume è pubblicato da BeccoGiallo edizioni).Un altro elemento nuovo del Padiglione Italia 2016 è la forte presenza dell’associazionismo. «Sono impegnato da tempo in questo settore.

Nelle realtà che frequento di più, quella di Marghera, ho notato un cambiamento importante. Grazie all’iniziativa dal basso, all’energia che viene dalla società civile, sta cambiando il modo di procedere politico: una volta era fatto solo di provvedimenti calati dall’alto. Dall’associazionismo emergono soggetti protagonisti del cambiamento, che non si limitano a chiedere fondi. La cittadinanza attiva è diventata un prezioso supporto per gli enti pubblici», sottolinea Pantaleo. E proprio dalle associazioni negli ultimi anni è partita una importante e diffusa azione popolare, in difesa del patrimonio d’arte e del paesaggio, per la piena attuazione dell’articolo 9 della Costituzione.

«I padri costituenti sono stati lungimiranti. Anche per quel che riguarda la salvaguardia del paesaggio e più in generale i beni comuni. Il referendum acqua bene comune ha mostrato una sensibilità crescente fra i cittadini. Una brutta urbanizzazione lede i diritti di tutti. Anche il privato ha ricadute sul pubblico e bisogna aver attenzione al territorio», ribadisce Raul Pantaleo. Il rispetto delle persone, la globalizzazione dei diritti, l’accoglienza dei migranti sono temi centrali per Tam associati.

Tamassociati Taking care

Tamassociati Taking care

«Costruire luoghi di accoglienza accettabili, oltreché funzionali, fa la differenza. Queste persone scappano dalle guerre e dalla fame; vengono qua nella speranza di farsi una vita diversa, dobbiamo trattarli in modo umano. La gente di Lampedusa e di altre zone di sbarco si comporta così». Ma non altrettanto la politica. «Dare qualità e bellezza è il primo elemento di cura. I fondi, si possono trovare. I milioni di persone che premono alle frontiere sono frutto di questo tempo. Non possiamo costruire muri. Con la fine dell’ideologia del mercato e della crescita infinita in tanti cominciano ad aprire gli occhi. Occorre un mutamento di rotta». Anche questa Biennale offre un piccolo segnale? «La scelta di Aravena come direttore mi è sembrata illuminata, fuori dal coro, ci vedo- conclude Pantaleo – una nuova sensibilità verso il sociale».

Azzù scintille Ponticelli

Azzù scintille Ponticelli

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