FOTO DI ALESSANDRO PONTILLO

 

Sono i giorni dell’indifferenza, di una società che sembra non riconoscere più l’altro. Ma a Napoli sono anche i giorni della comunità che si ritrova attorno al fare insieme. L’Istituto Serria-Monti, due scuole nel quartiere periferico di San Giovanni a Teduccio, a est della città, è stato il centro di un intervento di “restyling” collettivo promosso dall’associazione Alveare per il sociale. SOS Scuola, si chiama il progetto: dopo analoghi interventi a Palermo, Roma e L’Aquila, nel capoluogo campano per nove giorni scolari, famiglie, abitanti del posto e personale della scuola sono stati coinvolti in una serie di laboratori permanenti di creatività, innovazione e integrazione.

Paolo Bianchini, regista e fondatore dell’associazione Alveare per il sociale, traccia con Left un bilancio appassionato di questa esperienza. «Ci siamo detti: “Insegniamo ai ragazzi a raccontare se stessi, la vita che li circonda agli altri”. E abbiamo cominciato a sperimentare una piccola radio-tv sul web. Ogni momento era una sorpresa straordinaria» racconta il regista. «Abbiamo scoperto, e in un certo senso tirato fuori, la vera faccia della cultura di questa città: quella della capacità di guardarsi negli occhi, di una comunità che sa che cosa vuol dire la convivenza».

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Per oltre una settimana, poi, armati di pennelli, bombolette, palette e martelli, tutti hanno contribuito alla riqualificazione dell’istituto, dipingendo muri interni ed esterni insieme alla Facoltà di Architettura della Federico II. Oggi su quelle pareti prima grigie ci sono i murales del più noto street artista napoletano, Gianluca Raro, assieme a giochi a terra, sedute, fiori, cespugli e orti realizzati con materiali di recupero. «Ora quest’istituto sembra un grande giocattolo» riprende il presidente dell’associazione Alveare per il sociale. «Prima di questo intervento che li ha visti protagonisti, in questo grande cortile i bambini non immaginavano nemmeno di poter giocare».
Al terzo piano del plesso “Monti” è sorto “Spassatiempo”, un ampio atrio dedicato ad attività sociali e ricreative, tra cui la web radio. Obiettivo del progetto non è infatti solo ridisegnare fisicamente gli ambienti scolastici, ma anche consegnare agli studenti degli spazi stimolanti e confortevoli per favorire la socializzazione.

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«Voglio chiamare quest’esperienza “le sette giornate di Napoli”» conclude Paolo Bianchini. «Le tante madri coraggio e i loro figli scugnizzi che ora hanno qualche possibilità in più di sottrarsi ai pericoli della strada, sono i veri protagonisti del processo di riappropriazione di uno spazio e di una modalità positiva di relazionarsi che rappresenta un antidoto all’indifferenza. Coinvolgendo studenti e famiglie nel restyling del Sarria-Monti e consegnandogli una scuola finalmente all’altezza dei loro sogni, speriamo di far recuperare anche la qualità della partecipazione alle attività scolastiche».

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