Sono 7 i fotografi italiani che Fondazione Fotografia Modena ha inviato in Grecia per documentare l’emergenza migranti. Questa è la terza tappa del  viaggio di Left con loro nella penisola ellenica: siamo stati a Leros con Filippo Luini, a Linopoti e a Kos con Antonio Fortugno e a Kalymnos con Francesco Mammarella

 

Filippo Luini, Leros: «Ieri è stato un giorno speciale per i rifugiati del centro di accoglienza “Pipka” di Leros. Per la prima volta da quando ha aperto, lo scorso 1 gennaio, i migranti hanno potuto cucinare il loro cibo. “I siriani non mangiano pasta, preferiscono il riso!” mi sono spesso sentito ripetere durante i nostri incontri. Per mia sorpresa, uno dei piatti più serviti nei campi profughi sono i maccheroni alla bolognese.

Così, nel caldo segreto di una cucina chiusa a chiave per fare una sorpresa a tutti, una mezza dozzina di donne (aiutate da due bambine e un uomo per il taglio degli ortaggi) ha spadellato tutto il giorno con energica fierezza, quasi senza scambiarsi una parola, determinate e indifferenti alla mia presenza, compiendo un vero miracolo: riso, hummus e polpette per 50 persone!».

© Filippo Luini per Fondazione Fotografia di Modena

© Filippo Luini per Fondazione Fotografia di Modena

© Filippo Luini per Fondazione Fotografia di Modena

© Filippo Luini per Fondazione Fotografia di Modena

Antonio Fortugno, Linopoti: «In questa zona c’è la via dei profughi dell’Asia minore, a ricordo di quegli ampi spostamenti di masse umane accaduti nel 1923 tra Turchia e Grecia. Poco più su, questa caserma italiana, dove nel 1943 vennero uccisi a tradimento un centinaio di ufficiali italiani per mano dei tedeschi. È qui che sarebbe dovuto sorgere l’hotspot di Kos e in questa piazza, dopo una dimostrazione di protesta organizzata da Alba Dorata, ne fu impedito l’allestimento».

© Antonio Fortugno per Fondazione Fotografia di Modena. Linopoti. In questa zona c'è la via dei profughi dell'Asia minore, a ricordo di quegli ampi spostamenti di masse umane accaduti nel 1923 tra Turchia e Grecia. Poco più su, questa caserma italiana, dove nel 1943 vennero uccisi a tradimento un centinaio di ufficiali italiani  per mano dei tedeschi. È qui che sarebbe dovuto sorgere L'hotspot di Kos e in questa piazza, dopo una dimostrazione di protesta organizzata da Alba Dorata, ne fu impedito l'allestimento. Antonio Fortugno

© Antonio Fortugno per Fondazione Fotografia di Modena.

Antonio Fortugno, Hotel Captain Elias, isola di Kos
«In questo hotel abbandonato sono stati ospitati i rifugiati sino a qualche mese fa. Poi, la banca proprietaria dell’immobile, ha impedito a loro di restare e a me di fotografare… Non vuole che rimangano documenti a ricordo dell’accaduto».

© Antonio Fortugno per Fondazione Fotografia di Modena. Hotel captain elias, isola di Kos In questo hotel abbandonato sono stati ospitati i rifugiati sino a qualche mese fa. Poi, la banca proprietaria dell’immobile, ha impedito a loro di restare e a me di fotografare… Non vuole che rimangano documenti a ricordo dell'accaduto Antonio Fortugno

© Antonio Fortugno per Fondazione Fotografia di Modena.

Francesco Mammarella, Kalymnos: «Dopo il nuovo accordo tra Ankara e Bruxelles, definito da Medici senza frontiere “iniquo e disumano”, il personale dell’organizzazione non governativa, dopo aver preso una decisione difficile, si presta a lasciare le isole greche in segno di protesta. Tutto il materiale che hanno raccolto dovrà essere trasferito al più presto».

© Francesco Mammarella per Fondazione Fotografia di Modena da Kalymnos - 24 maggio Dopo il nuovo accordo tra Ankara e Bruxelles, definito da Medici senza Frontiere "Iniquo e disumano" , il personale dell'organizazione non governativa, dopo aver preso una decisione difficile, si presta a lasciare le isole greche in segno di protesta. Tutto materiale che hanno raccolto dovrà essere trasferito al più presto.

© Francesco Mammarella per Fondazione Fotografia di Modena

Left è media partner ufficiale di Fondazione Fotografia Modena per questo progetto

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