È festa grande per i cinquant’anni in musica di Joan Baez, che lo scorso gennaio ha festeggiato 75 anni con un grande spettacolo al Beacon Theater di New York, con il meglio della scena rock folk americana: da Jackson Browne a Emmylou Harris fino a Judy Collins, Mary Chapin Carpenter, Damien Rice, Nano Stern, David Bromberg e molti altri. Non una carrellata di star scelte dalla  casa discografica (come di solito accade negli ” album tributo”)  ma artisti con i quali Joan Baez ha lavorato nel corso degli anni e ha stretto rapporto anche fuori dal palco.

Da quando era ragazzina alla fine degli anni Cinquanta, Joan Baez non ha mai smesso di cantare, raccontando il mondo con una voce straordinaria e una semplice chitarra; sempre in prima linea per far circolare valori collettivi, in contro tendenza con il sogno a stelle e strisce che insegue il successo personale e il consumismo. Anche per questo è diventata un punto di rifermo culturale e un personaggio simbolo della musica a livello internazionale.

La sua musica è ancora oggi percorsa da quel vitale e gentile “We shall overcome” che lei anni fa seppe trasformare in un hit, in un successo contagioso: un inno che incoraggiava ad alzarsi in piedi e a lottare per una società più giusta. Un incitamento alla partecipazione che oggi prosegue cercando di sensibilizzare gli americani ad andare a votare alle elezioni presidenziali. E continua nell’impegno con Amnesty International, di cui  nel 2015 è stata nominata ambasciatrice.

Per metà messicana e per metà scozzese, la sua carriera, “figlia” delle canzoni di protesta di Pete Seeger, Joan Baez è stata anche al fianco di Bob Dylan, traendone ispirazione in modo femminile, tracciando un percorso parallelo, ma in modo del tutto originale . Come ci ricorda ora l’importante’album doppio Joan Baez 75th Birthday Celebration che esce il 10 giugno, pubblicato da Razor&Tie (in cd, dvd e digital download) e distribuito in Italia da Egea. In attesa di ascoltarla dal vivo in Italia, il 13 e il 14 luglio al Ravenna Festival (Pala De Andre), il 14 luglio al Vittoriale festival per concludere poi a Roma il 18 luglio nella Cavea dell’Auditorium a Roma e il 19 luglio a Villa Arconati, Stra, avendo toccato nel frattempo anche altre date ( qui il calendario completo del tour)

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