Non c’è premeditazione?
Caro Gip, ci permetta di dire la nostra.
Vincenzo Paduano ha comprato una tanica di liquido infiammabile, e l’ha messa nella sua macchina. Si è allontanato dal posto di lavoro, ma prima ha tirato fuori il suo cellulare dalla tasca e lo ha lasciato lì dove doveva essere lui: un modo per non essere rintracciato, senza ombra di dubbio. Poi ha raggiunto Sara che era in macchina e stava tornando a casa, l’ha seguita e l’ha speronata. Tanta determinazione ci ha messo che la sua auto ha riportato danni alla fiancata laterale. Sara non ha potuto far altro che fermarsi.
È educata Sara, e così invece di lasciare la macchina al bordo della strada, dove avrebbe dato fastidio alle macchine che stavano per passare su via della Magliana, una via a doppio senso ma molto stretta, ha fatto retromarcia e si è posizionata in uno slarghetto.
Vincenzo anche fa retromarcia, lascia la macchina pochi metri più in là, in un parcheggio di un cementificio. Scende e va ad affrontare la sua ex ragazza. Sara ha fatto una cosa imperdonabile: lo ha lasciato. E non solo lo ha lasciato: a quanto pare si sta vedendo con un altro.
Sara ha 22 anni, fa danza, studia economia, lavora per non pesare sulla famiglia. È bella Sara, piena di interessi. Sorride alla vita ed è sempre pronta a comprendere. Poche ore prima aveva detto alla mamma che bisognava comprendere Vincenzo, che soffriva per amore.
Ha sbagliato la povera Sara: non doveva essere educata e doveva lasciare la sua macchina lì in mezzo, su via della Magliana, speronata. Così forse qualcuno si sarebbe fermato. E non doveva pensare a Vincenzo come un ragazzo che patisce le pene d’amore, ma come uno squallido stalker, frustrato, che non è neanche una guardia giurata, è solo uno che per lavoro si posiziona davanti alle banche e avverte se ci sono movimenti sospetti. Vincenzo è solo uno che si sta trasformando in mostro sociale. Con premeditazione.

Questo articolo continua sul numero 24 di Left in edicola dall’11 giugno

 

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