Berlusconi ha un cuore nuovo. Ma Forza Italia ancora no. Questa è la sintesi della giornata politica nel centrodestra. L’operazione del leader è infatti andata bene, durata quattro ore, passate «a cuore aperto», come specificato dai medici. La lieta notizia l’ha data il fido Gianni Letta. «Supererà anche questa», ha detto poi Fedele Confalonieri, pensando alle 48 ore di terapia intensiva che attendono Berlusconi, che solo poi potrà tornare nella suite riservata del San Raffaele.

E così però, per ingannare l’attesa, non sarà più «di cattivo gusto» – come ha detto nei giorni scorsi Nunzia De Girolamo – osservare le manovre con cui il centrodestra si prepara alla vita post operatoria, senza Berlusconi, vivo ma sugli spalti. Il problema principale da affrontare è la consapevolezza che potrebbe aver ragione Gianfranco Rotondi quando dice: «Qualcuno faccia notare agli aspiranti successori che Forza Italia, senza Silvio, vale quanto il fu Ccd di Casini». La verità, anzi, è che i dati delle amministrative dicono che anche con Berlusconi il consenso è poco più ampio. E che Mara Carfagna e Stefano Parisi – i due nomi per ora più gettonati – non andranno lontano senza passare per una nuova sigla che metta tutti insieme. E spinga sull’ottica tripolare, centrodestra, Pd, 5 stelle.

Per gli sviluppi bisogna far passare l’estate. E dopo il referendum che ancora, nonostante i problemi di Renzi, tiene separati tra loro pezzi di centrodestra. Subito, invece, capiremo quanto inciderà l’avventura del cuore di Silvio Berlusconi, sui ballottaggi. Poco, niente? Tutta conta vista la breve distanza che separa Sala e Parisi a Milano. Figurarsi un Berlusconi che torna, per una vicenda finalmente umana, ad occupare le edizioni dei tg. Potrebbe essere l’ultima magia del Corpo del Capo, come da titolo del prezioso saggio di Marco Belpoliti (Guanda, 2009). Avrete visto Francesca Pascale, affacciata al balcone, innamorata e commossa. Non pecchiamo di cinismo a notare che conoscono troppo bene le riviste di gossip, dalle parti della famiglia Berlusconi, per non sapere che se non ci si vuole far immortalare in un momento di privata debolezza, basta non piangere in favore di camera.

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