Sadiq Khan il neo eletto sindaco di Londra ha le idee chiare sul Brexit e sul voto che il 23 giugno deciderà le sorti della Gran Bretagna in Europa.
«È la più importante decisione che il nostro Paese si appresta a prendere nell’arco di una generazione. Il referendum sull’Unione europea infatti genererà conseguenze a lungo termine e la posta in gioco non potrebbe essere più alta» scrive Khan in un op-ed pubblicato dal settimanale Newsweek. «La campagna per lasciare l’Ue – continua il sindaco laburista – ha cercato di far dimenticare le questioni economiche connesse. Ma non appena ci si allontana un attimo dalle leggende e dalla retorica, la loro evidenza è innegabile. Dalle analisi del ministero del tesoro inglese, della Bank of England, della Confederazione per l’industria britannica, del Fondo monetario internazionale o anche dell’ Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica è chiaro che continuare a fare parte dell’Ue sarebbe una scelta migliore per la nostra economia, per le imprese – grandi e piccole – e per le esportazioni. Circa la metà di ogni cosa che vendiamo al di fuori dei nostri confini nazionali, la vendiamo in Europa. Nella sola Londra, le esportazioni verso i Paesi membri ammontano a 12 miliardi di sterline e qui hanno la loro sede europea circa il 60 per cento delle multinazionali non europee. Per la città di Londra quindi avere (facile) accesso ai mercati della comunità europea è fondamentale, e per ogni sterlina che mettiamo nell’Unione, ce ne ritornano 10 in termini di incremento del commercio, investimenti, abbassamento dei prezzi e posti di lavoro». Per Khan però, in vista del voto del 23, è anche cruciale spiegare ai cittadini britannici che i vantaggi e i benefici che derivano dal rimanere all’interno dell’ Ue non solo resteranno tali, ma andranno anche ad ampiarsi.
«Per esempio, è solo grazie al nostro essere membri dell’Unione – ricorda il sindaco londinese – che esiste la tutela per i diritti dei lavoratori (maternità e disoccupazione pagate, trattamento corretto dei lavoratori part-time, assicurazioni per la forza lavoro nel momento in cui c’è un cambio di proprietà all’interno di un’azienda). E questi diritti non possono e non dovrebbero smettere di essere garantiti. È sempre grazie ai fondi europei che riusciamo ad avere centinaia di milioni di sterline qui a Londra per sostenere programmi di assunzione e apprendistati per aiutare le fasce più svantaggiate della società. Ed è il nostro essere membri dell’Ue che ci offre delle possibilità cruciali per affrontare le grandi sfide alla quali ci stiamo affacciando: dal cambiamento climatico alla crisi dei rifugiati fino all’evasione fiscale e al terrorismo. Queste sfide si risolvono solo lavorando insieme, dobbiamo farcene una ragione, non voltando le spalle ai nostri partner europei. Ma soprattutto, è solo restando in Europa che possiamo essere fedeli ai valori britannici e alla nostra storia. È una questione fondamentale per definire chi siamo, qual è il nostro carattere e come ci percepiamo». Per Kahn la ricchezza economica, sociale e democratica della Gran Bretagna passa necessariamente per l’Europa e, considerando tutto questo, bisogna terenere in considerazione l’impatto che questo voto può avere sulle vite e sul futuro delle giovani generazioni che vogliono vedere un’Inghilterra capace di giocare un ruolo importante a livello internazionale, ma soprattutto vivere in un Paese in grado di offrire loro opportunità e prospettive. Per vivere, ma anche potenzialmente per disegnare un mondo conforme agli ideali di apertura e libertà con cui sono cresciuti. Quindi «facciamo sì che l’eredità di certe nostre scelte non finisca per chiudere le porte alla prossima generazione» ha concluso Khan, promettendo di impegnarsi in questi ultimi giorni prima del voto a parlare a quante più persone, e ragazzi possibile.

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