«Chi non ha mai assaporato il profumo inebriante del potere non può immaginare l’improvvisa scarica di adrenalina che irradia il corpo da capo a piedi, che scatena l’armonia dei gesti, che cancella ogni fatica e ogni realtà contraria al vostro piacere, l’estasi della sfrenata potenza di chi ormai non deve più lottare, ma soltanto godere di ciò che ha conquistato, gustandosi all’infinito l’ebbrezza di incutere timore».

Lo racconta così il potere la scrittrice francese Muriel Barbery, come qualcosa che segna il corpo, il volto e lo sguardo. E Olivier Roller con i suoi ritratti a modelle, imperatori della Roma antica, attrici e re riesce a catturare perfettamente quel movimento, travolgente e irrefrenabile, che chiamiamo “potere” e che attraversa chi, da semplice essere umano, è asceso all’Olimpo degli dei di ieri e di oggi.

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Un lavoro, quello del fotografo francese, che dal 16 giugno al 17 luglio è esposto a Roma, al Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps con “Immagine di Potere”, la prima retrospettiva in Italia di Olivier Roller, a cura di Guillaume Maitre e Paulo Pérez Mouriz e presentata nell’ambito de “La Francia in scena”, la stagione artistica dell’Institut français realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati. 18 opere del fotografo francese attraverso le quali assaporare un sentimento tanto effimero quanto eterno come il potere.

Olivier Roller, Sconosciuto I (Musée du Louvre - Paris), 2010, chromogenic print, 140x92,5cm, Ed. di 8 + 2 PA

Due i filoni principali che possono essere tracciati durante la mostra: da un lato i ritratti, spesso non convenzionali, dei potenti del mondo di oggi, protagonisti della politica, dei media e della finanza internazionale; dall’altro, la ricerca sulla scultura classica che si traduce in una serie di primi piani di statue romane. Proprio questi lavori di Roller sono nati quando il Louvre di Parigi commissionò al fotografo vari scatti a pezzi della collezione del museo. Il risultato convinse poi altri fra i più importanti musei al mondo, uno fra tutti il British Museum, a fare lo stesso con le proprie collezioni di arte antica.

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Olivier Roller, Divinità Femminile (Musei Capitolini, Centrale Montemartini), 2012, chromogenic print, 140x92,5cm, Ed. di 8 +2 P.A.

L’effetto è strabiliante, i volti immortalati di Roller fluttuano in una dimensione temporale che allo stesso tempo sembra connotarli come immersi nella storia, perché hanno fatto la storia, ma assolutamente estranei al tempo storico. In una parola: eterni, perché parte di una ciclicità che si ripete all’infinito. Ed è soprattutto la luce il segno attraverso il quale l’artista francese riesce ad evidenziare e far esplodere tutte le sfumature del potere umano nelle sue radicali contraddizioni: maestosità e capacità di sedurre che convivono con evanescenza e caducità.

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Immagine di Potere esalta i tratti distintivi della poetica di Roller: il suo realismo estremo, radicalità dello sguardo, la sua spinta di resistenza. In un’epoca segnata dall’egemonia culturale del “selfie”, infatti, rimettere al centro dell’attenzione il concetto di ritratto è decisamente questo: un atto di resistenza culturale, sovversivo quanto coraggioso.

l'empereur Lucius Verus - co-empereur de Marc Aurle de 161 ˆ 169ap jc Markouna, prs de Lambse, AlgŽrie entre 161-169ap JC - marbre frre par adoption de Marc aurle missions Renier 1851 et HŽron de Ville Fosse 1874 n¡dentrŽe NMB780 n¡ usuel MA1095

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