«Un vuoto normativo esiste. Mi auguro di dare una risposta in tempi rapidi sull’approvazione, è una questione che dobbiamo risolvere anche nei confronti della Corte europea di Strasburgo». Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, si è espresso così in merito al reato di tortura. Sollecitato da Ilaria Cucchi e l’avvocato Fabio Anselmo che questa mattina – 23 giugno – gli hanno consegnato le oltre 200mila firme raccolte fin qui (l’obiettivo è 300mila) con la petizione su Change.org: Contro ogni tortura: l’Italia approvi la legge entro il 2016.

 

«Il caso di mio fratello Stefano è un simbolo», ha commentato Ilaria Cucchi. «Lo ha riconosciuto lo stesso procuratore della Repubblica. È un caso di tortura. Stefano è diventato il simbolo di tutte le altre storie che non hanno voce. Queste firme dimostrano l’attenzione della gente comune che si sente coinvolta». E l’avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, ha aggiunto: «Sta passando un messaggio sbagliato, quello che il reato di tortura sarebbe contro le forze dell’ordine e che violerebbe di conseguenza la sicurezza dei cittadini. Nulla di più distorto. Lo stesso ministro ce lo ha riconosciuto». Mancano tre giorni al 26 giugno, Giornata mondiale contro la tortura, e meno di sei mesi alla fine del 2016.

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