La scrittrice che ha inventato il maghetto Harry Potter avverte che ora, dopo la Brexit, la Scozia ha molte ragioni in più per lottare per la propria Indipendenza separandosi dalla Gran Bretagna. Questo 23 giugno è stato una giorno storico per la Gran Bretagna e il 52 per cento dei voti che determinano l’uscita inglese dalla Ue avranno molte conseguenze, dice JK Rowling,  che via twitter ha accusato David Cameron di aver determinato tutto questo con l’idea di indire un referendum. Poco o nulla contano le affermazioni del premier inglese a favore del “remain” e ora il “bel gesto “ di annunciare le dimissioni. Ormai la frittata è fatta dice JK Rowling che scrive “Niente più magia in Gran Bretagna”

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Commentando il risultato del voto, Rowling che nel 2015 aveva fatto campagna perché la Scozia rimanesse nel Regno Unito, ora vede le ragioni della secessione uscire rafforzate dal voto di giovedì scorso. Se più di 30 milioni di persone hanno votato il turn-out, interessante è la geografia del voto: mentre Londra e l’Irlanda del Nord hanno votato in modo schiacciante per rimanere, il Galles ha votato per l’uscita. Ma è la Scozia il dato da sottolineare con il 62 per cento dei voti contro la Brexit.

Aggiornamento del 26 giugno:

Il Parlamento scozzese potrebbe cercare tramite un voto dell’assemblea di fermare l’uscita dall’Unione europea sancita dal vito del 23 giugno. Lo ha dichiarato  il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon,

“La mia sfida, ma anche la mia responsabilità è cercare di negoziare per proteggere gli interessi della Scozia”., ha dichiarato in un’intervista alla BBC.  Sturgeon  ha aggiunto ” è mio dovere, verso chi rappresento, tentare di impedire di essere trascinati fuori dall’Ue contro il nostro volere”. Sturgeon ha annunciato che chiederà ai deputati  scozzesi (69 del suo partito sul totale di 129) di rifiutare  il consenso legislativo alla Brexit,  dal momento  che gli elettori scozzesi  hanno votato remain a larga maggioranza.  L’esito  finale pro Brexit nel Regno Unito  ora, a pre concretamente la strada, a un secondo referendum per l’indipendenza,  che ebbe esiti negativi  nel 2014.

Nel frattempo, in Inghilterra la richiesta per un nuovo referendum sulla Brexit ha superato la soglia dei tre milioni di firme e continua a raccogliere adesioni-

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