L’aria si surriscalda a Reggio Calabria, e non solo per lo scirocco che da giorni soffoca la città. Lettere minatorie, incendi e devastazioni. Il Comune di Reggio è sotto tiro. E il più preoccupante dei segnali è arrivato la notte tra sabato e domenica, quando l’auto dell’assessore ai Lavori pubblici, Angela Marcianò, è stata data alle fiamme.

Trentotto anni, avvocato, consulente di Nicola Gratteri e componente della commissione parlamentare anti criminalità e corruzione, Marcianò è stata eletta nel 2014, all’indomani dello scioglimento per mafia del Comune, e oggi è assessore della giunta guidata da Giuseppe Falcomatà.

«Sono molto scossa», ha ammesso Marcianò, che però ha aggiunto decisa: «Non faremo un passo indietro». E il sindaco di Reggio Calabria rincara la dose: «Se qualcuno pensa di intimidirci ha sbagliano i conti, l’azione di rinnovamento e di contrasto alla criminalità organizzata inaugurata dal governo cittadino non indietreggerà di un millimetro».

L’attentato arriva a pochi giorni dalla prima Marcia nazionale degli amministratori sotto tiro che si è svolta lo scorso venerdì a Polistena (Rc), organizzata da Avviso Pubblico. L’associazione degli enti locali contro le mafie ha censito episodi di minacce a sindaci, assessori e funzionari in almeno 227 comuni italiani.

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