«Siete proprio come vi vogliono i padroni: servi, chiusi e sottomessi. Se il padrone conosce 1000 parole e tu ne conosci solo 100 sei destinato ad essere sempre servo»: la frase, populista e rivoluzionaria, è di Don Lorenzo Milani, un prete che oggi sarebbe subito bannato nella pagina Facebook della ministra Boschi o di Lorenzo Guerini, due nomi a caso tra la folta schiera della mansuetudine che si simula cattolica nei politici nostrani.

Ieri Hollande, Merkel e Renzi si sono incontrati per un summit che avrebbe dovuto essere il primo passo per la grande soluzione europea. Wow, uno pensa, che esplosiva riunione di intelligenze internazionali. La Merkel, teutonica e stentorea, ha dichiarato che «serve ancora una richiesta ufficiale». In pratica, anche se potrebbe sembrare una barzelletta, i tre si sono pomposamente riuniti per convenire che manca l’oggetto della discussione: si legge dappertutto che il Regno Unito sia uscito dall’Europa ma a Bruxelles, non è nemmeno arrivato uno straccio di mail. Disdetta.

Ma non è solo questo, il punto: che tre persone si riuniscano sotto la coltre servile di fotografi e cronisti per salvare il mondo dimostra principalmente che la figura dei salvatori funziona non solo nei film americani ma anche nei simposi europei e soprattutto di avere capito veramente poco degli ultimi voti in giro per l’Europa. Un trio che si riunisce davanti a un caffè per fingere una rivoluzione istituzionale è il quadretto perfetto di un’Europa che strimpella questa patetica commedia.

Una volta, quando tutto sembrava molto più semplice, i dirigenti si facevano carico dei fallimenti e invece oggi no, oggi sono la malattia e la cura, i maggiorenti e i loro stessi oppositori, i demiurgi e gli schiavi. Tocca a noi provare ad essere diversi da come ci vorrebbero. Quell’ingranaggio lì, in alto, continua imperterrito come un carillon.

Buon martedì.

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