Senza tanto clamore sui media, ma con una grande mobilitazione a tappeto sono stati raccolti dalla Cgil oltre 3 milioni di firme per tre referendum abrogativi sulle ultime leggi sul lavoro. E questa mattina sono stati depositati in Cassazione.

I quesiti – per i quali occorre 500mila firme e quindi in questo caso il numero raccolto è il doppio – riguardano questi punti:  la cancellazione del lavoro accessorio (i voucher), la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti e soprattutto una nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo (qui il testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale) per tutte le aziende al di sopra dei cinque dipendenti.

I quesiti sono finalizzati al sostegno della proposta di legge della Carta per i diritti universali del lavoro. E infatti continua la raccolta firme per quella che si presenta come una grande riforma dello Statuto dei lavoratori. «Abbiamo raccolto oltre un milione di firme per ciascuno dei tre referendum abrogativi, possiamo fare ancora di più con le firme a sostegno della Carta. La #SfidaXiDiritti continua», conclude Camusso.
La proposta di legge di iniziativa popolare (il testo si può leggere qui), racconta ad Articolo1 il costituzionalista Vittorio Angiolini si rivolge a tutti i lavoratori e vuole tutelare «un patrimonio di diritti individuali e collettivi quanto alla rappresentanza di tutti, privati e pubblici, subordinati e autonomi e occasionali, basta che intrattengano un rapporto di lavoro», compreso anche lo stage e o il tirocinio. L’obiettivo è che «ogni lavoratore non si deve trovare alla mercè dell’organizzazione e ognuno possa esprimere la propria personalità».

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