Come si svela una truffa? Appena cadono le cortesie di rito e si svelano i motivi reali che stanno dietro a una scelta. Così la discussione sull’Italicum (la legge elettorale sventolata come “grande riforma per il futuro dell’Italia” disse Matteo Renzi) mostra cos’è la politica italiana al momento: una partitella di cortile con in palio il potere, prendendo a calci la democrazia.

Così sembra quasi banale voler ricordare quanto la legge elettorale sia le fondamenta di una sana democrazia: rappresentanza, agibilità politica, l’attività parlamentare e la composizione stessa di un governo sono il risultato di un’elezione che trovi la giusta declinazione. La legge elettorale, se ci pensate, decide le dinamiche stesse della politica, ne suggerisce le alleanze e ne sancisce le modalità. Per questo bisognerebbe averne cura.

Il 19 maggio del 2014 Riccardo Nencini (un viceministro, eh) ospite ad Agorà disse che l’italicum serviva per fare fuori il M5S. Il Pd era al 40% e il M5S al 25%. Un’uscita che passò quasi inosservata e che pure già chiariva quale fosse lo scopo. Così come in questi giorni non sembra difficile capire perché improvvisamente anche il M5S non sia così disposto a rivederla.

Una legge a uso e consumo, quindi, che serva come arma personale per sbarazzarsi di questo o quel avversario. Noi (ce lo ricordiamo vero?) siamo quelli che scesero in piazza tutte le volte che quell’altro legiferava per se stesso. Ma se nelle leggi ad personam (o contra partitum) si sfiorano i nostri interessi invece stiamo zitti? No, vero?

Buon venerdì.

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