«Non avrei mai pensato che il mare fosse così grande», inizia così la storia di Mark, 23enne nigeriano. «In Nigeria – racconta – facevo lo stilista, ho studiato per diventare fashion designer e poi sono riuscito ad avviare una mia attività. Era un buon lavoro…» dice con un velo di tristezza e rimpianto nella voce.

Poi un giorno nell’ufficio di Mark sono arrivati degli uomini, «dicevano che dovevo aiutarli, che io avevo un lavoro, chiedevano denaro e mi minacciavano se non glielo consegnavo» racconta lo stilista nigeriano. «Hanno ammazzato mio padre, mia madre mi ha pregato di fuggire» e così Mark è partito alla volta dell’Italia, alla ricerca di un posto sicuro dove rifugiarsi e costruirsi una vita. Ma prima di arrivare in Italia, ci sono due passaggi obbligati da fare per chi arriva dall’Africa sub-sahariana come Mark: la Libia con i suoi trafficanti e il Mediterraneo, quella immensa voragine blu da attraversare a bordo di un minuscolo gommone. «Ora sono in Italia – sorride Mark – e fino a che potrà confezionare qui i miei vestiti, sarò felice come non mai».

Questa testimonianza fa parte del progetto #TuNonSaiChiSonoIo che racconta storie di migranti arrivati in Italia. Il progetto è frutto della collaborazione tra Agi e i giornalisti indipendenti di Next New Media. Qui puoi leggere la storia di Ibrahima.

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