Ore di paure in Francia. Ancora, a soli dodici giorni dalla strage di Nizza. La prima rete a dare la notizia è stata Francetv info: «due squilibrati» hanno fatto irruzione in una chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, vicino Rouen, in Normandia, prendendo in ostaggio il prete, due suore e due fedeli. Una terza suora è invece riuscita a scappare.

I due uomini hanno fatto irruzione sul posto verso le 9.45 di mattina, armati – stando a quanto riferisce invece France3 nella sua edizione regionale, Haute-Normandie di «armi bianche». Gli assalitori sono stati uccisi dalla polizia, intervenuta immediatamente sul posto. Il prete è però stato ucciso e una suora e uno dei due fedeli sono in condizioni critiche.

Sia il Presidente francese Francois Hollande che il Ministro degli interni Bernard Cazeneuve si sono recati subito sul posto. Il premier Manuel Valls, commentando l’accaduto su twitter, ha espresso «orrore per il barbaro attacco». Attacco subito ricondotto alla matrice del terrorismo islamico, anche perché – come ha riportato per primo  Le Point – alcuni testimoni avrebbero sentito, al momento dell’assalto, i due gridare «Daesh». Uno di loro, inoltre, indossava la chachia, tipico copricapo musulmano di lana.

Al momento le identità dei due assalitori non sono state rivelate, anche se uno dei due sarebbe noto alla polizia francese e già agli arresti domiciliari. Ma i dubbi sono durati poco e lo Stato islamico, attraverso la propria agenzia Amaq, ha rivendicato l’attentato definendo “soldati” i due assalitori. Così la dichiarazione di Hollande, che è particolarmente colpito anche perché è nato a Rouen, non lontano dal luogo dell’attacco, è durissima: «Sappiamo che il Daesh ci ha dichiarato guerra e dobbiamo vincere questa guerra. Tutti i francesi sono stati colpiti da questa tragedia, dobbiamo restare uniti, essere un blocco unico, nessuno ci deve toccare».

Alcune chiese cattoliche erano già da tempo nel mirino dei terroristi: nell’aprile del 2015 fu arrestato a Parigi un’algerino di 24 anni, Sid Hamed Ghlam, per l’omicidio di un’istruttrice di fitness. L’arresto dell’algerino è quindi avvenuto per ragioni fortuite, non legate al terrorismo, ma in seguito la polizia ha rinvenuto nella sua abitazione una lista con alcune chiese da colpire nella zona a sud di Parigi, insieme ad un arsenale militare.

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