Gli attacchi terroristici e i focolai di crisi internazionale mettono in ginocchio il turismo in molte zone del Mediterraneo. La Turchia, la Tunisia e tutto Maghreb sono disertati dai turisti. In Turchia anche mete consolidate e gettonatissime come Antalya o Bodrum sono abbandonate dal turismo internazionale. Ma anche la Francia è in crisi, soprattutto è in difficoltà la Costa Azzurra, mentre segnali di ripresa arrivano dalla Grecia. In questo quadro internazionale Spagna e Italia sono percepite come abbastanza sicure (aumentano del 30-35% le richieste su Spagna, Canarie, Baleari e anche sull’Italia) affermano gli operatori, costretti a scovare nuove rotte dopo la strage di Nizza e il caso di Rouen, dopo il tentato golpe in Turchia e e gli attacchi kamikaze, di “lupi solitari” e malati di mente che si sono registrati anche in Germania.
In Italia le mete più richieste sono la Puglia e la Sicilia che in molte località di mare segnano già il tutto esaurito. Offrendo molte possibilità per il turismo low budget. Curiosamente, se c’è un settore che non conosce crisi geopolitiche, è quello dei “giri del mondo”, con biglietti flessibili e itinerari modulabili. Le mete preferite sono Thailandia, Australia, Giappone. E soprattutto – spiega Matteo Pennacchi, fondatore della NomadCommunity – si viaggia con altre motivazioni: c’è il manager che fa il ‘carrier break’, il neo laureato, chi va a fare l’esperienza. L’Italia? Qualche settimana fa era al settimo posto nell’incoming, sono convinto che tornerà nella top five”.

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