Hacker On Planet Earth è una tre giorni di conferenze, seminari e workshop che si svolge nel cuore di Manhattan ogni due anni. Durante l’Hope si affrontano temi riguardanti la privacy, l’hacking, la sicurezza informatica e i diritti civili digitali. Ad organizzare il tutto è Emmanuel Goldstein, nome d’arte di Eric Corley, figura storica del movimento hacker americano, editore di 2600 (in questo campo, è la rivista più importante e conosciuta) e dal 1987 autore e conduttore della trasmissione radiofonica Off The Hook, in onda sull’emittente newyorchese Wbai.Con lui e con altri, ha parlato Left, a margine dell’ultima edizione della conferenza, che si è appena conclusa a New York.

Durante gli anni elettorali, come è questo con Clinton e Trump, Hope è un passaggio obbligato per comprendere in che direzione va quella parte di società e intellighenzia americana che, dalla comparsa di Edward Snowden in poi, è sempre più influente e larga. «C’è stata una presa di coscienza collettiva impensabile fino a due anni fa», ci dice infatti Emmanuel Goldstein: «Ora la maggior parte della gente sa cos’è la Nsa, è consapevole di essere sorvegliata e alcuni hanno anche cominciato a correre ai ripari difendendo attivamente la propria privacy».

Già, la privacy. La prima delle sfide, anche perché tanto i democratici quanto i repubblicani non fanno ben sperare la platea, a cominciare dai membri della Restore the Fourth, «una non profit che ha lo scopo», come ci dice M-Kay, attivista del gruppo, «di rafforzare, anzi, ripristinare, il rispetto del quarto emendamento, quello che sancisce il diritto dei cittadini a non subire perquisizioni e controlli senza un mandato specifico». «Dal nostro punto di vista» continua M-Kay, «chiunque dei due vincerà le elezioni non cambierà la rotta, che è negativa e punta alla sorveglianza di massa. In America ci sono tre poteri: quello giudiziario, rappresentato dalla Corte Suprema, quello legislativo dei senatori della camera dei rappresentanti e poi quello esecutivo. Oltre a questi c’è quello però che chiamiamo il quarto braccio, rappresentato dai servizi segreti. I servizi non prendono ordini da nessuno, ma impartiscono ordini all’esecutivo». La soluzione è quindi l’autodifesa, in ogni caso: «In questo periodo storico non basta votare, bisogna anche usare la crittografia nelle proprie comunicazioni personali in rete».

Questo articolo continua su Left in edicola dal 30 luglio

 

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