«Hang the dj», provocavano gli Smiths. Avete letto in queste ore, degli spostamenti di 610, il programma di Lillo e Greg, e di Caterpillar. Cosa grave e che indigna, certo. Ma due trasmissioni radiofoniche ci hanno lasciato la pelle grazie all’arrivo di Carlo Conti che tanto professa il suo amore per la musica. Discutibile, forse, ma se lo rivendica a ogni pie’ sospinto il suo esser stato un Dj. Il nuovo direttore artistico della radio di casa Rai, s’accanisce su Radio2 e spegne Babylon e Mu, mentre resta incerto il futuro di “Rock and Roll Circus”, di Carolina Di Domenico e Pier Ferrantini, che, al momento, non ha ricevuto alcuna comunicazione.

Il primo, Babylon, in onda il sabato e la domenica dalle 21 alle 22,30, è alla sua sesta stagione. Quello di Carlo Pastore è quel che si definisce un “programma musicale puro” dedicato alla musica contemporanea: selezione di musica internazionale, novità e approfondimenti (tipo, i newyorkesi Wu Tang Clan, gli inglesi King Krule e Kasabian). Ispirato al modello Bbc – come ammettono gli stessi sul sito: «abbondare in canzoni è meglio che annoiare in chiacchiere».
E poi le sessioni live dall’auditorium M di Corso Sempione: Lana del Rey in esclusiva, i britannici Beady Eye di Liam Gallagher, Vaccines o Miles Kane, John Grant e Joan As Policewoman. O ancora la musica italiana: Luci Della Centrale Elettrica, Verdena, Brunori SAS. E poi i Mogwai. I Mogwai, Conti! La più grande band postrock scozzese, che il 12 gennaio del 2014 ha suonato proprio a Babylon – in esclusiva mondiale – “Rave Tapes”.

Per il secondo bersaglio di Conti, Mu, in onda ogni sabato e domenica dalle 17 alle 18, lascio la parola a Matteo Bordone: «Cari ascoltatori, qualche settimana fa MU, il programma più ruminante della radiofonia italiana, ha concluso la sua terza stagione nei fine settimana di Rai Radio2. Nel frattempo il nuovo direttore artistico di Radio Rai, Carlo Conti, ha espresso fin dalle sue prime dichiarazioni un’idea di radio molto lontana dalla nostra, sia per quanto riguarda il ruolo delle parole che il tipo di musica da proporre, oltre all’idea di “servizio pubblico”. Per me la radio deve essere un posto familiare e stimolante, dove sentirsi a casa ed essere accompagnati nei viaggi sonori più avventurosi e divertenti possibile. Per questo ho scelto MU quando Renzo Ceresa mi ha chiesto che titolo volessi dare al mio programma. MU è un pezzo della parola musica, è il continente perduto asiatico, è il modo dei monaci zen per dire no senza dire no, ed è il verso dei bovini, così placidi e massicci, ovunque nel mondo a rimuginare sul cibo. L’idea di una radio di sottofondo, fatta solo di hit da classifica e poche parole, non è compatibile con quello che so e mi piace fare davanti al microfono. Per questo la notizia che MU non ripartirà a settembre è triste ma prevedibile, coerente con il nuovo corso di Radio2».

Insomma, ci resteranno Sanremo (perché Sanremo è Sanremo) e i Migliori anni. Caro Carlo Conti, ma tu non amavi la musica?

p.s. Se il nuovo direttore artistico ha scritto la parola fine sulla musica in radio Rai, a noi resta sempre la gomma da cancellare. Qui, una petizione contro la chiusura di Babylon”

Commenti

commenti