Perché un senatore non dovrebbe essere arrestato per mafia e qualunque altro cittadino invece sì?
L’interrogativo ha sangue e sudore, quelli di Stefano Caridi, accusato di far parte di una super struttura della ’ndrangheta e dunque destinatario di un provvedimento che ne dispone la custodia cautelare, vale a dire l’arresto immediato. Ma Caridi è senatore e il Senato ha discusso per l’intera giornata, con le valigie con dentro il costume da bagno già ammucchiate in portineria, se si dovesse o no concedere l’autorizzazione all’arresto. Citerò solo la senatrice Fucksia, che fu eletta, caposlista per il Movimento 5 stelle, nella regione Marche, e che in seguito si è allontanata dal movimento. Ha detto Serenella Fucksia: questo Caridi potrebbe essere innocente, dunque evitiamogli la tortura della carcerazione preventiva. Ecco il punto, perché, se accusati (anche) ingiustamente di far parte della ’ndrangheta, Caridi, Mineo, Fucksia dovrebbero evitare il carcere, mentre un magistrato, un farmacista o un giornalista, colpiti dalle medesime accuse, no? L’immmunità parlamentare, come d’altronde il vitalizio, fuono previsti in un tempo nel quale essere deputato o senatore comportava un rischio. Nessun imprenditore avrebbe dato un lavoro a un operaio entrato in Parlamento come comunista. E non pochi gruppi di potere avevano interesse a infangare, con false accuse, un parlamentare che si fosse battuto per il piano regolatore in un tempo in cui le mafie ingrassavano con il sacco delle nostre città. Oggi, al contrario, ciascuno citerebbe il suo mandato da senatore come credenziale per trovare lavoro. E pochi deputati rischiano qualcosa per via della loro abilità. Cara Serenella Fucksia, capisco il tuo rifiuto di certa becera propaganda a 5 stelle, ma concedere l’autorizzazione all’arresto di Caridi è solo un modo per dire che il cittadino parlamentare vale quanto tutti gli altri. Senato e Camera conmbattano con buone leggi la giustizia sommaria che talvolta abusa dei cittadini. Questo è il loro compito, non quello di proteggere i componenti di Camera e Senato, come se fossero una casta di intoccabili.

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