“Stiamo facendo la storia” scrivono i giornali rilanciando le immagini dei tre tronfi che s’imbarcano felici sulla portaerei come una famigliola sul traghetto d’agosto. Il risultato politico sarebbe dovuto al fatto che (testuale) «per la prima volta un cancelliere tedesco ha visitato Ventotene e si è fermato davanti alla tomba di Altiero Spinelli, uno degli autori del manifesto di Ventotene, che su quest’isola è stato al confino per decisione del regime nazifascista. Che Angela Merkel sia venuta in questo luogo simbolo di quell’oppressione è importantissimo, è una cosa che si ricorderà nei libri di storia. Anche se è stata una visita molto rapida, è un gesto che vale più di molte parole».

«Tenere insieme sogni e concretezza» ci hanno detto Renzi, Merkel e Hollande mentre si mettevano in posa da podio olimpico. Che poi tenere insieme sogni e concretezza sia uno slogan da merendina degli anni ’80 non è un problema, per carità: il fatto è che mi piacerebbe sapere cosa si siano detti i tre mentre leggevano il passaggio del pluricitato manifesto di Ventotene dove si dice che “la rivoluzione europea dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l’emancipazione delle classi lavoratrici”. Ecco, io pagherei per essere stato una mosca e fotografare l’espressione dei cari leader.

Ma continuiamo. Dice il manifesto stilato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni: “Il principio veramente fondamentale del socialismo, e di cui quello della collettivizzazione generale non è stato che una affrettata ed erronea deduzione, è quello secondo il quale le forze economiche non debbono dominare gli uomini, ma — come avviene per forze naturali — essere da loro sottomesse, guidate, controllate nel modo più razionale, affinché le grandi masse non ne siano vittime.” Chissà che ridere Renzi, la Merkel e Hollande. Chissà che ridere.

I tre leader d’Europa (sempre a proposito del rispetto delle istituzioni, del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa) hanno deciso di rinchiudersi in una nave militare per costruire l’Europa dal basso. Forse una drammaturgia di Ionesco avrebbe potuto aprirsi così. E lì dove Altiero Spinelli coltivava pace e libertà, lì nello stesso posto la Merkel ci ha ricordato che la Turchia dell’antidemocratico Erdogan è “fondamentale per la lotta agli scafisti” e Hollande ha predetto che Aleppo e la Siria potrebbero essere una vergogna per l’Europa con il solito futuro prossimo dell’Europa balbuziente che finge di non scorgere ciò che è già.

Stanno facendo la storia, dicono. Loro in mare e gli altri, tutti gli altri, rimasti a terra. Bravi. Bene. Evviva.

Buon martedì.

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