È naturale che ci turbi l’idea che i bambini si concepiscano per clonazione o partenogenesi. Oppure che la gestazione avvenga in un utero artificiale. Ma un giorno non ci sorprenderà più

Il Mondo nuovo (1932) di Aldous Huxley racconta di una società del futuro in cui i bambini non nascono più da un rapporto sessuale ma con l’aiuto delle biotecnologie. Il sesso non scompare ma viene praticato con regolarità con partner di volta in volta diversi, perché non è più al servizio della riproduzione, ma soltanto un’occasione di piacere. A quasi un secolo dalla pubblicazione del romanzo di Huxley, la distanza che separa la riproduzione umana dalla sessualità sembra, inesorabilmente, ridursi sempre più. A qualcuno sembrerà fantascienza, ma diventerà presto la realtà delle generazioni future.

Il sesso finalizzato alla riproduzione scomparirà nel momento in cui ci saranno tecnologie che permettono di correggere e potenziare il patrimonio genetico del nascituro. Oggi è già possibile scegliere il genoma delle persone che nasceranno, sulla base dei risultati di una diagnosi genetica pre-natale sul feto o pre-impianto sull’embrione. Domani con lo sviluppo delle tecniche di ingegneria genetica potremo non soltanto selezionare gli embrioni, ma anche programmare e rimodellare il loro Dna. Qualcuno ipotizza che in questo modo potremo addirittura decidere la loro personalità, predeterminando disposizioni del carattere come l’altruismo e il senso di giustizia.

Film come Gattaca (1997) già provano a immaginare la riproduzione del futuro: non c’è più la camera da letto e l’odore del sesso, ma ambienti freddi e anonimi. Il momento del concepimento, poi, è condiviso con gli esperti che raccomandano la combinazione genetica che meglio si adatta alle aspettative della coppia. Forse sarà un atto dovuto rendere la persona che nasce più resistente a certe malattie, mentre altre caratteristiche genetiche potranno essere scelte liberamente dai genitori. Alcuni interventi di potenziamento genetico (sia cognitivo che fisico), potrebbero essere a pagamento – e questo potrebbe acuire e perpetuare le ingiustizie sociali -, mentre altri saranno garantiti dal servizio sanitario come prestazioni di base. È possibile, inoltre, che non avremo più la libertà di riprodurci sessualmente e che, come nel romanzo di Huxley, le persone che lo faranno verranno considerate irresponsabili perché impediscono al nascituro di avere un patrimonio genetico migliore.

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