The people’s flag is deepest red. La bandiera del popolo è di un rosso profondo. Jeremy Corbyn chiude il congresso del Labour a Liverpool con uno schiaffo in faccia a chi lo accusa di esser vecchio. Anzi, con un pugno. Con una moltitudine di pugni. “Il socialismo in cui credo è quando tutti lavorano per lo stesso obiettivo”, ha detto, prima di invitare i militanti sul palco e per cantare “The Red Flag”. In prima fila una donna con una t-shirt rossa con su scritto “Orgogliosa di essere socialista”. “The Red Flag” è l’inno ufficiale del Labour inglese, intonato in Parlamento durante alcuni passaggi politici epocali. Fino al 2006, anno del centenario della fondazione del partito. Dopo, con Tony Blair, la sua esecuzione è stata vivamente scoraggiata. Fino ad oggi.

The red flag sono i versi del militante indipendentista e socialista irlandese Jim Connell, cantati sulla melodia della natalizia “O Tannenbaum” del compositore tedesco Ernst Gebhard Salomon Anschütz, anche se Connell aveva immaginato il ritmo dell’inno pro-giacobita composto da Robert Burns, “La Coccarda Bianca” (The White Cockade). Jim Connell scrive queste parole in treno, da Charing Cross ad Honor Oak, a sud di Londra, casa sua. Di ritorno dalla riunione dei portuali di Londra in sciopero. È l’agosto del 1889, e pare che l’ispirazione sia stata lo sventolio della bandierina rossa del capotreno.

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