Il governo polacco sembra aver deciso di afre marcia indietro sul progetto di legge di matrice ultra-cattolica che prevedeva di restringere ulteriormente il già vago diritto all’aborto delle donne di quel Paese.

Dopo le enormi manifestazioni dei giorni scorsi, il ministro della ricerca scientifica, Jarosław Gowin ha reso noto che il governo intende abbandonare l’idea di discutere la legge. Le proteste «ci hanno fatto riflettere e ci hanno consigliato umilità» ha detto Gowin. Segno che forse nelle file della destra polacca c’è qualche moderato, oppure che anche i populisti peggiori, di fronte al popolo che protesta, sentono di avere fatto un passo troppo lungo in una direzione che, tra l’altro, non è un tema centrale per il governo di un Paese – non stiamo parlando della legge finanziaria o di una riforma importante ma di una legge voluta e pensata per riaffermare la matrice conservatrice del Paese.

Anche il presidente del Senato, Stanisław Karczewski, ha spiegato che la sua Camera non intende discutere di un’altra legge, quella proposta da Legge e Giustizia, che è meno dura dell’ipotesi che ha scatenato le proteste, ma comunque rappresenta una ulteriore limitazione della possibilità di interrompere la gravidanza – cosa che le donne polacche fanno andando in Germania, comprando pillole online o abortendo clandestinamente. Il Senato, ha detto Karcewski, aspetta di sapere cosa deciderà la Camera.

Non è una decisione definitiva, ma è una vittoria delle donne polacche che hanno risposto alla chiamata in piazza in massa, segnalando che anche nei paesi dove la destra peggiore governa, c’è una società migliore.

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