Siamo ormai alla quinta edizione della Giornata Nazionale del Camminare e ogni anno questa manifestazione ideata e promossa dalla Federtrek si arricchisce in qualità e quantità con iniziative che “camminando” creano sensibilizzazione, non solo sul tema molto sentito del benessere psico-fisico o della mobilità dolce in ambito urbano, a cui teniamo in modo particolare, ma anche con eventi di sensibilizzazione su tematiche sociali e culturali molto importanti. Insomma, il camminare come gesto “politico-culturale” che si prefigge di cambiare il mondo in cui viviamo invitando tutti, nessuno escluso, a riconnettersi con i luoghi dell’abitare, iniziando dai percorsi di prossimità in ambito urbano fino alla pratica di un turismo lento e consapevole.

Lo spot della Giornata del camminare 2016

CAMMINARE VERSO L’ALTRO. Un turismo che non morde e fugge dai territori ma che li attraversa lasciandosi arricchire nello spirito e nella consapevolezza di quanto il nostro essere viandanti possa contribuire ad aiutare quelle micro-economie, sempre più numerose, che costruiscono nuovi presidi territoriali e nuove comunità. Il nostro camminare quindi parte dalle città, dove si camminerà per tantissimi motivi, ma ci sarà anche la proposta di camminare insieme per incontrare le altre culture o religioni, incontrare gli spazi e i luoghi delle diverse appartenenze che rendono ricco il tessuto urbano.

Come ricordato qualche giorno fa da Enzo Bianchi nel suo discorso in occasione della Giornata Nazionale per la Memoria delle Vittime dell’Immigrazione, l’unica cosa seria per vedere gli stranieri è quella di incontrarli «nel faccia a faccia, ascoltare direttamente le loro storie, vederli nell’occhio contro occhio». Quale momento migliore per vedere l’altro, faccia a faccia, se non con il nostro camminare che non può più essere solo la dimensione sportiva e salutista dell’andare a passo svelto, ma che diventi sul serio scelta consapevole di rendere marginale l’uso dell’auto privata.

A MISURA DI BAMBINI. L’invito che rivolgiamo a noi stessi, alle associazioni che ci seguono e alle istituzioni, è quello di lavorare insieme perché il modello della città del futuro sia quello di Pontevedra in Spagna, dove la forte pedonalizzazione ha portato a rendere possibile il sogno di Francesco Tonucci e degli amici de Cnr, della Città dei Bambini e delle Bambine. Ecco perché tra le tante iniziative che mi piace ricordare ci sono quelle che promuovono il pedibus, come la straordinaria Erminia Battista che ormai ha reso virale il pedibus serale a Perugia. Le città del futuro o saranno sostenibili dal punto di vista sociale ed ambientale o saranno sempre di più luoghi dell’indifferenza, del distacco.

gdc

Non basterà avere città smart che utilizzano tutte le tecnologie possibili per essere meno inquinate se non proviamo a ridare centralità alle persone. Se mettiamo in circolazione solo auto elettriche avremo dato un contributo fantastico per abbattere il rumore e l’inquinamento, ma non avremo ridato le strade ai cittadini e quindi saremo lontani da quel nuovo umanesimo di cui abbiamo urgente bisogno. Un nuovo umanesimo si crea anche camminando insieme per riprendere il rapporto vitale con un fiume dimenticato dalla comunità, come ad esempio a Fabriano, o per dire che l’unica grande opera di cui ha bisogno il Paese è quella della prevenzione da terremoti e dissesti ed ecco perché uno dei temi forti di quest’anno è quello riportato in una delle nostre locandine promozionali: “Io cammino per ricostruire, io cammino per prevenire”.

Le informazioni di dettaglio sugli ormai più di 100 eventi in tutta Italia, li trovate su www.giornatadelcamminare.org

 

*Paolo Piacentini è presidente nazionale di Federtrek

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