Ha solo 26 anni Alessandro Martorelli in arte Martoz, fumettista, illustratore e street artist che ha appena pubblicato la sua seconda graphic novel Amore di lontano (Canicola edizioni) le cui tavole originali saranno in mostra a Roma presso la Galleria Parione 9 fino al 6 novembre. È giovane eppure ha già esposto (oltre che nella Capitale) anche a Parigi, a Los Angeles, New York e Mosca.

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L’opera di Martoz si distingue fin dal primo colpo d’occhio per uno stile unico, personale e coraggioso. «I profili, le panoramiche cittadine e i paesaggi, con l’uso della prospettiva ribaltata diffusasi in epoca medievale, qualsiasi dettaglio rende Martoz riconoscibile. Non si tratta qui di dare giudizi. Basterà dire che fa piacere riconoscere con un colpo d’occhio l’immaginario di un artista, rendersi conto che quei corpi sono i corpi di Martoz e possono essere suoi solamente» spiega Elisa Albanesi raccontando le tavole esposte.

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Ma che cos’è Amore di Lontano? È una storia d’amore dolce eppure tormentata, poetica e brutale, innocente e allo stesso tempo estremamente sessuale e sensuale.
«Amore di lontano ha due punti di partenza» spiega Alessandro «veri e propri riferimenti di base su cui si costruisce la storia: Fiori blu di Raymond Queneau e L’Amore di lontano di Jaufré Rudel. La miscela di surrealismo e amor cortese che sorge dall’unione di questi due autori contraddistingue fortemente il fumetto». E anche la vicenda narrata segue infatti due filoni: due personaggi, due mondi. Uno contemporaneo e l’altro medievale che si incrociano, lontani nel tempo, eppure intimamente connessi. «I miei protagonisti sono Antares, un capitano di ventura che guida l’esercito leonese in Terrasanta al tempo delle Crociate» racconta Martoz «e Jaf, un erotomane tormentato che vive nel nostro tempo e trascorre una vita per lo più sbandata. Nonostante il divario temporale che li separa, i due si ritrovano connessi da un misterioso fattore: in entrambi i tempi, si dice infatti che viva una fantomatica donna dalla presenza angelica: “Mila”. Sia Jaf che Antares – con le loro vite smodate ed esorbitanti – ripongono fiducia in questa figura femminile nella speranza di essere salvati da un’esistenza assurda, caratterizzata dalla morte (nel caso di Antares) e dal sesso sfrenato (nel caso di Jaf)».

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Antares e Jaf viaggiano dalla Spagna a Saint Tropez, dal Libano a Tripoli, dalla Germania alla Turchia, e anche Amore di Lontano è un fumetto errante nato in autobus, percorrendo freneticamente la città da nord a sud, da est a ovest. «Il mio precedente lavoro era nato in metropolitana, quindi più o meno siamo là…è sui mezzi pubblici che si creano i fumetti» ci dice Martoz ridendo «stavo riflettendo su un servizio che avevo visto in tv sul turismo sessuale e ho mescolato quei pensieri degli elementi della poesia italiana del medioevo e Jaufré Rudel che stavo studiando all’epoca. È così che mi è venuto in mente di costruire una storia mescolando il viaggio che si fa per cercare delle donne con il turismo sessuale e L’Amore di lontano di Rudel. Poi ho letto Fiori Blu di Queneau e ho completato il quadro».

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«Dal Post-moderno al Medioevo un viaggio onirico tra l’ocra e il blu»

Elisa Albanesi

La storia è costruita su una serie continua di rovesciamenti sottolineati anche dalle tonalità usate per colorare le tavole: calde quelle ambientate nel 1147, fredde e acide quelle nelle quali si muove Jaf. Allo stesso modo mentre «La dimensione di Antares, che dovrebbe essere onirica in quanto viene presentata come un sogno di Jaf, è storicamente realistica e cronologicamente nitida» racconta Martoz «quella di Jaf è indefinita e avvolta nel mistero. Nonostante la vicinanza temporale al lettore, quella di Jaf è una vicenda surreale e acquosa».

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Il risultato è un bizzarro poema cavalleresco, tra Medioevo e giorni nostri, incentrato sulla febbrile ricerca di una donna, di una redenzione amorosa, e raccontato da un tratto graffiante, cubista. Inutile dire che si legge tutto d’un fiato.

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