«È giunto il momento di attaccare, di passare all’offensiva». Così, l’Ejército Zapatista de Liberación Nacional (Ezln) annuncia che si presenterà alle elezioni messicane del 2018. La candidata presidente che si contenderà la guida del Paese in nome di dei 17 milioni di indigeni in Messico (il 15,1% della popolazione messicana), anticipano, sarà una donna e scelta tra le caracoles, le comunità zapatiste autonome e autogestite.

October 15, 2016 - Mexico - EUM20161014NAC41.JPG .SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS, Chis. PolitcsPolítica-Chiapas.- El EZLN y el CNI aseguran que su intención de buscar la Presidencia es organizar la representación de los pueblos indígenas. Foto: Agencia EL UNIVERSALJMA (Credit Image: © El Universal via ZUMA Wire)

Membri dell’Ezln e del il Consiglio nazionale indigeno, durante l’incontro del 15 ottobre a San Cristobal de las Casas

«Daremo vita alle consultazioni in ogni nostro territorio per individuare una donna indigena, che accontenti il Consiglio nazionale indigeno e l’Ezln», hanno scritto gli zapatisti in una dichiarazione intitolata “Que retiemble en sus centros la tierra” – “Che tremi nel suo centro la terra”, e parafrasano così l’inno nazionale messicano. Il documento, prodotto alla fine del Congreso Indígena di San Cristóbal negli scorsi giorni, continua: «Ribadiamo che la nostra lotta non è per il potere, non lo cerchiamo; ma chiameremo le popolazioni indigene e la società civile a organizzarsi per fermare questa distruzione, per rafforzarci nella nostra resistenza e ribellione».

epa04437773 Members of the Ejercito Zapatista de Liberacion Nacional (EZLN, Zapatista Army of National Liberation) march in support of 43 missing students, which vanished in Iguala municipality, in San Cristobal de las Casas, Chiapas, Mexico, 08 October 2014. Thousands of Mexicans demanded from the Government to intensify the search for the students, who dissapeared on 26 September 2014, after they were detained by Iguala policemen. EPA/Miguel Abarca

membri dell’Ezln sfilano per le vie di San Cristobal de las Casas, Chiapas, Mexico

Se gli zapatisti, contrari a essere sovvenzionati, riceveranno i soldi del governo e se la nuova formazione utilizzerà le sigle già esistenti o se ne formulerà una ex novo per le elezioni, non è stato ancora reso noto. Ma, con questa decisione, in Chiapas si rompe una tradizione lunga 22 anni e per la prima volta si aspira a un incarico pubblico e istituzionale. Finora, l’insurrezione zapatista, in tregua a tempo indeterminato da pochi giorni dopo la rivolta armata, si sono sempre rifiutati di partecipare alle elezioni. Adesso, che le recenti riforme legislative permettono liste e candidati indipendenti, ci provano: «È il tempo della dignità ribelle, di costruire una nuova nazione, di rafforzare il potere dal basso e la sinistra anticapitalista, affinché si scontino le colpe per il dolore dei popoli di questo Messico multicolore».

(FILES) Picture dated 22 February 1996 of Deputy Commander Marcos (C) and a member of the Zapatista Army of National Liberation (EZLN). EZLN members will celebrate next January 1st 2004, the 20th anniversary of their founders departure to the forest for the training and consolidation of the forces that eventually shaped the EZLN. EPA/Jorge N˙Òez

il subcomandante Galeano (precedentemente Marcos)

Per quattro giorni i 500 delegati indigeni provenienti da tutto il Paese si sono riuniti a San Cristobal de las Casas (Chiapas). Erano presenti il subcomandante Moisés, il comandante Tacho, altri membri della Comandancia General dell’Ezln. E il subcomandante Galeano (precedentemente Marcos). Probabilmente, l’incappucciato più famoso del mondo. Il suo passamontagna fece il giro del mondo nel gennaio 1994 quando, pipa alla bocca, in risposta al trattato di libero scambio dell’America settentrionale (Nafta) uscì dalla selva Lacandona con il suo esercito di  ribelli. Con quella marcia a San Cristobal de las Casas, diedero il via alla lotta per i diritti degli indigeni e alla sfida contro il capitalismo. «Caminar preguntando», era solito dire Marcos (oggi Galeano).

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