«Hay un machista suelto en la Rosada». C’è un maschilista in giro per la Rosada. Le donne argentine e latinoamericane scendono in piazza, invadono il web e incrociano le braccia. Non, in generale contro la violenza di genere, ma perché – come molta stampa omette di dire in queste ore – il progetto di legge voluto dal governo di Mauricio Macri prevede l’eliminazione dell’Unida Fiscal Especializada en Violencia contra las Mujeres (Ufem), diretta dal procuratore Mariela Labozzetta.

 

Fin qui l’Ufem si è occupato di raccogliere e analizzare le informazioni sulle uccisioni di donne e i femminicidi commessi nella città di Buenos Aires. Uno studio non fine a se stesso, ma finalizzato a elaborare e suggerire strategie di politica per il contrasto alla violenza di genere. Pochi giorni fa, poi, l’8 ottobre, l’eclatante caso di Lucia Pérez, la sedicenne argentina violentata, impalata e assassinata nella provincia di Mar del Plata.
In questo contesto, il 19 ottobre le donne argentine scioperano contro la violenza machista e i femminicidi, al grido di #NiUnaMenos, Non una di meno. E in questo contesto, pochi giorni prima, il 9 ottobre, si è svolto il 31esimo Encuentro Nacional de Mujeres (Enm): 120mila donne hanno sfilato per le vie di Rosario. Sono state caricate dalla polizia e ne sono seguiti scontri che hanno portato al ferimento di due giornalisti, due agenti e quindici manifestanti. Il tutto di fronte alla Cattedrale quando la polizia ha iniziato a sparare con i pallini di gomma, lanciando gas lacrimogeni e urticanti. Le donne argentine, non si fermeranno. Anzi, cresce la protesta e arriva fino agli States e fino all’Europa,in Italia si scenderà in piazza a Roma per una manifestazione nazionale il 26 novembre.

 

Negli ultimi dieci giorni, ci sono state undici vittime. In un anno, da maggio 2015 a maggio 2016, sono stati commessi 275 femminicidi, denuncia l’organizzazione La Casa del Encuentro. Nonostante le cifre preoccupanti e la violenza disarmante, il governo argentino oggi propone al Congresso di eliminare la Ufem. La proposta è stata avanzata dalla coalizione politica Cambiemos, che sostiene l’attuale presidente Mauricio Macri (qui chi è). Martedì 18 ottobre, l’iniziativa del governo Macri ha ottenuto il placet della Commissione alla Camera dei deputati e potrebbe essere approvata in una settimana, per esser e poi portata in Senato.
«Come mi piacerebbe stare con voi compagne», scrive Milagro Sala dal carcere alle donne in proteste. Non può, è in galera appunto, dal 16 gennaio 2016. Il suo arresto è espressione del nuovo clima politico dell’Argentina di Mauricio Macri.

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