Un gruppo di donne colpite dalle dichiarazioni della Ministra Boschi circa l’assenza di donne all’interno dei Comitati per il NO ha scritto una lettera aperta per rassicurare la Ministra: le donne ci sono, sono tante e sono determinate a vincere questa battaglia.
Come direttore di Left (pure donna per giunta) sono molto felice di firmare la “lettera aperta per rassicurare la ministra Boschi” delle Donne per il NO, perché ho deciso che coglierò ogni singola e preziosa occasione per ribadire il mio No a questa riforma costituzionale. Perché ogni singola e preziosa volta il mio No avrà dentro il mio Sì alla democrazia, il mio amore per la democrazia, per la condivisione, per la complessità che non è palude ma profondità. Io rifiuto questa riforma, la rifiuto come essere umano pensante. E trovo davvero “sciocca” (uso un termine gentile) questa distinzione di genere fatta dalla ministra Boschi secondo cui “le donne” sarebbero per il Sì e gli uomini per il NO. Il livello del contendere è bassissimo, sarebbe da non rispondere alla ministra… ma tutte le occasioni sono buone per dire No a questo modo di “non” pensare e poi di fare politica. Questo è il testo della lettera che sottoscrivo:

Gentile Ministra Boschi,

Come Lei, anche noi siamo sensibili alle questioni di genere e preoccupate per il prevalere di una cultura misogina largamente diffusa ad ogni livello della nostra società. Sappiamo quanto è difficile dover combattere quotidianamente contro l’esclusione delle donne dagli incarichi di maggiore responsabilità, contro la reiterazione di atteggiamenti che oscillano tra l’aggressività e il paternalismo, contro un ab-uso del corpo femminile degradante e reificante. Tuttavia ci preme rassicurarLa su un punto da Lei sollevato pochi giorni or sono: l’assenza delle donne all’interno dei Comitati per il No alla riforma costituzionale che porta la sua firma. Siamo liete di comunicarLe che la Sua preoccupazione, in questo caso, è infondata. Non solo figure femminili di rilievo come Maria Luisa Boccia, Sandra Bonsanti, Lorenza Carlassare, Roberta De Monticelli, Ida Dominjianni, Silvia Niccolai e Nadia Urbinati in più occasioni hanno sostenuto pubblicamente le ragioni del No, non solo la vicepresidente del Comitato nazionale per il No, Anna Falcone, è una donna, ma sono migliaia le donne impegnate sui territori e per le strade nelle iniziative per il No alla riforma costituzionale. Sono precarie, attiviste, cittadine, donne a cui troppo spesso il mondo dell’informazione non da’ voce. Donne di ogni età e classe sociale, tutte in prima linea nella battaglia referendaria affinché il prossimo 4 dicembre il No prevalga, salvando il Paese da un’ulteriore spinta verso una deriva culturale che sta precipitando tutte e tutti, donne e uomini, in una miope visione della società basata su un’efficienza meccanica e non sul coltivare sapientemente l’arte della relazione, del dialogo, del fertile confronto. In una parola, l’arte della politica, e della politica basata sulla conoscenza, sulle idee piuttosto che sulle opinioni, sulla profondità dei pensieri piuttosto che sulla superficialità degli slogan. Da donne, cioè da soggetti politici provenienti da una lunga storia di lotta per il riconoscimento, ci auguriamo che la politica diventi interesse sempre più diffuso nella nostra società e che gli strumenti e le tecniche che la nostra civiltà continua incessantemente ad affinare siano finalizzati a creare le condizioni perché la partecipazione democratica possa aumentare. Ci auguriamo, infatti, che quella che si suole chiamare la “distanza tra governanti e governati” diminuisca progressivamente, realizzando l’ambizioso progetto dei Costituenti: “il perfezionamento integrale della persona umana, in armonia con le esigenze della solidarietà sociale e in modo da favorire lo sviluppo del regime democratico mediante la sempre più attiva e concreta partecipazione di tutti alla cosa pubblica”. Noi non crediamo che la riforma da Lei proposta vada in questa direzione. Anzi, riteniamo che la proposta di una semplificazione verticale del comando (apparentemente rassicurante ma fallimentare perché destinata a produrre distanza e ripulsa) riduca la dinamica democratico-partecipativa che ha reso possibile, tra le altre cose, proprio il percorso di emancipazione femminile. Anche nel Suo interesse, quindi, ci auguriamo che il 4 dicembre di fronte al bivio del referendum costituzionale il Paese scelga la strada di una democrazia inclusiva rappresentata dalla vittoria del No. Una vittoria che non consideriamo un punto d’arrivo, ma che dovrà essere necessariamente il punto di partenza per una grande riflessione sull’attuazione della Costituzione repubblicana e dei diritti e delle libertà da essa garantiti. Diritti e libertà finalizzati a una sempre più diffusa partecipazione democratica di tutte e tutti alla vita politica del Paese. Da donne, non possiamo che augurarcelo.
Nel salutarla restiamo a Sua disposizione per qualsiasi confronto.

Anna Fava
Stefania Barca
Serenella Iovino
Fernanda Gallo
Stefania Tarantino
Maria Gabriella Argnani
Raffaella Casciello
Marica Di Pierri
Celeste Ingrao
Maria Paola Gargiulo
Anna Falcone
Tristana Dini
Patrizia Gentilini
Alessandra Caputi
Paola Lattaro
Chiara Guida
Claudia Giacalone
Delia Vallicelli
Simona Rotondo
Sabrina Argnani
Lucia Re
Tiziana Barillà
Flavia Maria Fiandaca
Rosa Scognamiglio
Monica Capo
Valentina Acca
Corinna Pieri
Francesca Faggiotto
Laura Serpero
Alessandra Chirimischi
Anna Pietrini
Maria Paola Patuelli
Marisa Fabbri
Alessandra Ghetti
Mara Dellasantina
Monica Savina
Anna Pintucchi
Maria Grazia Parri
Mara Nenci
Sara Scozzoli
Tamara Marani
Mariangela Cuorvo
Benedetta Ferraro
Teresa Ricciardiello
Giulia Rotondo
Carmen Gallo
Maria Vastola
Eleonora Ricci
Manuela Savino
Antonella Gallina
Marianna Garofalo
Teresa Di Feo
Ilaria Boiano
Arianna Parisi
Ilaria Poerio
Alessandra Sagliocchi
Stefania Ferraro
Edvige Di Ronza
Marianna Valle
Anna Paola Peratoner
Chiara Bernardini
Silvia Massera
Klejdia Lazri
Donatella Maisano
Teresa Pellegrino
Chiara Obit
Concetta Contini
Annunziata Galluzzo
Federica Viganò
Lidia Verde
Maria Pia Arpioni
Maria Concetta D’Addio
Antonella Scognamiglio
Rosanna De Lucia
Carmela De Lucia
Pina Moniello
Anna Rita Canone
Lucia Molli
Donatella T. Loprieno
Cristina Morini
Valentina Mangiapia
Erika Capasso
Silvia Regonelli
Patrizia Bonavita
Maria Immacolata Mazzone
Fulvia Bandoli
Bia Sarasini
Bianca Pomeranzi
Antonella Pagano
Rosaria Santaniello
Viviana Viola
Jadra Bentini
Silvana Donati
Cinzia Niccolai
Virginia Alimenti
Viviana Codemo
Laura Marcheselli
Rosa Di Matteo
Barbara Parracino
Elena Bellini
Maria Tedesco
Donata Albiero
Rosa De Angelis
Maria Rosano
Anna Maria Savoia
Diana Zanon
Liliana Piceni
Anna Vinco
Angela Bandinelli
Ethel Campani
Marta Parigi
Rosalba Bonacchi
Renza Sasso
Marisa Ferrari
Rina Zardetto
Lorella Fanotti
Federica Menciotti
Pamela Giorgi
Emilia Martorana
Francesca Riolo
Silvana Marra
Nada Tarlao
Tuula Haapiainen
Patrizia Bellei
Maria Cristiana Tognetti
Carla Valeria Contini
Maria Rosaria Bortolone
Viviana Codemo
Paola Antonioli
Milene Mucci
Esmeralda Camilleri
Anna Maria Bianchi
Monica Capalbi
Angela Baldanza
Agnese Palma
Federica Martiny
Maria Pina Sacco

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