Non poteva che nascere a Bologna la prima web serie che racconta l’handicap. Sofia Rocks – invito speciale, è un viaggio condotto dalla ventisettenne video-blogger Sofia Righetti sulla sua scintillante “due ruote” nel mondo della disabilità. Le serie web e tv sono il prodotto che meglio parla, come formato e contenuto, del nostro mondo e al nostro mondo. E questo fa, la serie della blogger.

I temi esplorati, non ve ne stupiate, sono gli stessi che riguardano, ebbene si, le persone “normali”: la sessualità e l’affettività, lo sport, il lavoro, l’arte. Infatti, obiettivo dei corti, è proprio quello di portarci a scoprire la realtà di chi è, è il caso di dirlo, diversamente abile. Realtà che Left aveva raccontato facendo parlare i ragazzi dell’Altro Spazio, locale gestito da disabili e alla portata di…tutti (leggi qui). Proprio al fine di rompere l’idea che il mondo sia diviso fra chi vi può avere accesso e chi no.

Le cinque puntate, prodotte da Filandolarete insieme all’agenzia giornalistica Agenda, con il sostegno della Film Commission della Regione Emilia-Romagna, ospitano storie vere unite a testimonial d’eccezione, come, fra gli altri, Alessandro Bergonzoni, Maurizio Landini, l’allenatore Roberto Donadoni o la campionessa paraolimpica Martina Caironi. Un giro al seguito della sferzante Sofia, che fra ritmo e messaggio sociale, ci accompagna la dove le barriere diventano possibilità, e i limiti, creatività.

© Roberta Cristofori

© Roberta Cristofori

Premessa indispensabile di tutta la web serie è che per combattere discriminazioni, ignoranza, razzismo ed emarginazione, è importante lavorare su una nuova impostazione culturale, che veda nella diversità, e dunque nelle persone con disabilità una ricchezza; come un’opportunità da cui far nascere nuove soluzioni e risposte. Nuovi mondi da esplorare, per l’appunto.
Per questo tutta la serie sarà intrecciata al tema di una nuova cultura della disabilità e racconterà come – grazie alle tecnologie, all’integrazione scolastica e lavorativa, all’eliminazione delle barriere architettoniche, all’accessibilità del tempo libero e dell’arte, a un welfare inclusivo – sia possibile rendere semplice e ricca la vita di una persona disabile, senza che questa debba per forza essere un eroe o una persona speciale.

La città di Roma, ha molto da imparare, sul tema.

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