1. Cosa sta succedendo?

Con questo sisma non si apre un terzo fronte, la nuova scossa agisce all’incirca nella stessa area delle precedenti. E allora cosa è successo? «Si è attivata una faglia lunga 30 chilo-metri registrando un allargamento della crosta assieme allo sprofondamento di un blocco nella parte che si è ribassata» spiega Alessandro Amato, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, al Corriere della Sera.

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2. Perché la terra continua a tremare?

C’è stato quello che si definisce “contagio sismico” dopo la rottura delle strutture geologiche delle diverse placche tettoniche che si incontrano nell’area Appennino (vedi immagine sotto).

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3. Quante altre scosse ancora?

Per capire quante saranno le scosse di assestamento entra in gioco una legge di ripristino di equilibrio delle forze della crosta terrestre chiamata legge di Gutenberg-Richter.
In sismologia, la legge di Gutenberg–Richter esprime la relazione fra la magnitudo nella scala Richter e il numero del totale dei terremoti almeno di quella magnitudo in una data regione e periodo di tempo. Ovvero ci dà una misura di quante altre scosse minori servono per ribilanciare una scossa di una determinata magnitudo.

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Il valore della costante b è tipicamente molto prossimo a 1,0 nelle regioni sismicamente attive. Questo significa per una scossa di magnitudo 6,5 dovranno essercene altre 10 di magnitudo 5,5 100 di magnitudo 4,5 ecc.
Oltre a questo è impossibile fare una previsione certa di quello che accadrà. «Potrebbe anche verificarsi l’apertura di un terzo fronte innescato dai precedenti le cui conseguenze sono imprevedibili» spiega Alessandro Amato.

3. Perché scosse così intense?

L’Italia è sottoposta a costante tensione nella sua zona centrale a causa della frizione e della spinta verso nord della placca africana sulla placca euroasiatica. Inoltre la nostra area è frammentata da una serie di micro-placche che interagiscono fra di loro. L’intensità della scossa non è anomala, storicamente abbiamo traccia di manifestazioni molto intense. La peggiore fu quella dell’Irpinia nel 1980 con magnitudo 6,9. La scossa di questi giorni è invece paragonabile per intensità a quella che sconvolse il Friuli nel 1976.

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Una frattura creatasi sulla montagna a seguito del sisma ripresa da SkyTg24, Castagneto sul Nera

La crepa sul monte Vettore causata dall'ultima forte scossa di terremoto, Norcia, 30 ottobre 2016. ANSA/ SOCCORSO ALPINO - UFFICIO STAMPA ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

La crepa sul monte Vettore causata dall’ultima forte scossa di terremoto, Norcia, 30 ottobre 2016.

4. Perché le scosse durano così tanto?

Anche la persistenza nel tempo delle scosse è un fatto che è storicamente accertato nella storia sismica della nostra Penisola. «Uno dei primi casi noti risale al 1456 – spiega Andrea Tertulliani dell’Ingv al Corriere —. Colpì dall’Abruzzo alla Calabria con una violenza oggi valutata intorno a 7.1 della scala Richter. Fu uno dei più disastrosi della storia della Penisola con oltre trentamila morti. Dopo la scossa principale la terra tremò per mesi».

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5. Come si propagano le onde sismiche?

Le onde di colore blu indicano che il suolo si sta muovendo velocemente verso il basso, quelle di colore rosso indicano che il suolo si sta muovendo verso l’alto. L’intensità del colore è maggiore per spostamenti verticali più veloci.
Ogni secondo dell’animazione rappresenta un secondo in tempo reale. Sono rappresentati i primi 85 secondi a partire dall’origine dell’evento sismico.

Al terremoto abbiamo dedicato la copertina di Left n. 45 in edicola dal 5 novembre

 

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