Le minacce di Donald Trump si ridimensionano, ma restano: sono 2 o forse 3 milioni gli immigrati con precedenti penali che intende espellere dal Paese e non tutti gli 11-12 milioni presenti sul territorio nazionale, come aveva promesso in campagna elettorale.

Poi, per evitare che rientrino dalla finestra quelli che sono stati buttati fuori dalla porta, verrà costruito un muro. Lungo 3mila chilometri e finanziato al 100% dal Messico, Sarà per una parte muro e per un’altra «recinzione», in accordo con quanto proposto dai repubblicani al Congresso: «Per alcune aree servirà uno steccato, per altre un muro. In queste cose sono bravo, si tratta di edilizia», gongola il puntiglioso Trump che di costruzioni se ne intende eccome.

 

Sono salvi gli altri 9 milioni circa di immigrati? Nemmeno per sogno: «Una volta rafforzata la frontiera con il Messico sarà presa una decisione sul destino dei migranti non criminali, ma illegali», ha avvertito. Intanto, «quello che faremo sarà buttare fuori dal Paese o incarcerare i criminali e chi ha precedenti criminali, membri di gang, trafficanti di droga».

Il muro al confine Usa - Messico

Il muro al confine Usa – Messico

La sua America, Donal Trump, l’ha raccontata alla Cbs nella sua prima intervista tv dopo le elezioni. E l’immigrazione non ha l’esclusiva sulle politiche aggressive che ha in mente, anche aborto e diritto alle armi sono nel mirino. «Credo che non mi conoscano. Non abbiate paura: riporteremo indietro il nostro Paese verso la grandezza perduta». Indietro, appunto. Ecco qualcosa su cui essere d’accordo con Trump.

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